Gazzetta di Reggio

Reggio

Morto folgorato, fatale la canna da pesca in carbonio

di Andrea Vaccari
Morto folgorato, fatale la canna da pesca in carbonio

La morte di Avio Pastorelli, pensionato di Campegine, causata dal contatto tra la canna i cavi dell’alta tensione
 

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BORETTO. Un attimo di distrazione è risultato fatale ad Avio Pastorelli, 60enne di Campegine, rimasto folgorato nel pomeriggio di ieri in località Mandria, a Boretto, nei pressi del cavo Fiuma, luogo sempre molto frequentato dai pescatori.

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Per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Brescello, l’uomo ha urtato i cavi dell’alta tensione con la sua canna da pesca in carbonio – dotata di bilancino – che si è trasformata in un conduttore mortale: l’elettricità ha attraversato il corpo del pescatore, entrando dal polso e uscendo dalla spalla, per poi farlo cadere a terra esanime.

E’ stato un passante, intorno alle 16.30, a segnalare la presenza di un corpo poco lontano dalla Fiuma: sul posto sono arrivate l’ambulanza e l’automedica, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri di Brescello. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, avvenuto praticamente sul colpo. I pompieri si sono occupati di ricostruire la dinamica, esaminando il corpo del pescatore, e di valutare l’eventuale messa in sicurezza del luogo, mentre ai carabinieri è toccato il compito dell’identificazione.

In attesa dell’autorizzazione del magistrato, il corpo di Pastorelli è rimasto a terra, coperto da un telo bianco, a poca distanza dalla sua attrezzatura.

Quella che doveva essere una semplice giornata di svago per il 60enne si è trasformata in tragedia, a causa di una banale disattenzione: resta da stabilire se la canna abbia urtato i fili nel momento dello slancio verso l’acqua o se, come ugualmente probabile, Pastorelli sia sceso dall’auto – parcheggiata a poca distanza – con la canna già montata in tutta la sua lunghezza e che questa abbia toccato i fili durante il suo passaggio. Al di là di come sia andata, l’uomo è morto sul colpo in quanto il corpo – essendo i piedi a terra – non ha potuto fare da conduttore.

Purtroppo questa dinamica di incidente è comune tra i pescatori, nonostante i continui richiami sulla sicurezza da parte della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva). Basta leggere il sito della federazione reggiana per osservare le direttive consigliate agli amanti della pesca: prima di montare la canna esaminare attentamente l’ambiente, non utilizzare canne da pesca nelle vicinanze di linee elettriche e non mantenere la canna da pesca montata durante gli spostamenti da un luogo di pesca a un altro.

Al termine dei rilievi effettuati dai carabinieri, la salma è stata messa a disposizione della famiglia. Questa zona della Mandria, nei pressi della Fiuma, è stata teatro anche di competizioni internazionali di pesca: in occasione delle gare i campi sono posizionati a ridosso dell’acqua, lontani dai fili della luce, per garantire la piena sicurezza di tutti gli sportivi.

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