Morto folgorato, fatale la canna da pesca in carbonio
La morte di Avio Pastorelli, pensionato di Campegine, causata dal contatto tra la canna i cavi dell’alta tensione
BORETTO. Un attimo di distrazione è risultato fatale ad Avio Pastorelli, 60enne di Campegine, rimasto folgorato nel pomeriggio di ieri in località Mandria, a Boretto, nei pressi del cavo Fiuma, luogo sempre molto frequentato dai pescatori.
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Per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Brescello, l’uomo ha urtato i cavi dell’alta tensione con la sua canna da pesca in carbonio – dotata di bilancino – che si è trasformata in un conduttore mortale: l’elettricità ha attraversato il corpo del pescatore, entrando dal polso e uscendo dalla spalla, per poi farlo cadere a terra esanime.
E’ stato un passante, intorno alle 16.30, a segnalare la presenza di un corpo poco lontano dalla Fiuma: sul posto sono arrivate l’ambulanza e l’automedica, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri di Brescello. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, avvenuto praticamente sul colpo. I pompieri si sono occupati di ricostruire la dinamica, esaminando il corpo del pescatore, e di valutare l’eventuale messa in sicurezza del luogo, mentre ai carabinieri è toccato il compito dell’identificazione.
In attesa dell’autorizzazione del magistrato, il corpo di Pastorelli è rimasto a terra, coperto da un telo bianco, a poca distanza dalla sua attrezzatura.
Quella che doveva essere una semplice giornata di svago per il 60enne si è trasformata in tragedia, a causa di una banale disattenzione: resta da stabilire se la canna abbia urtato i fili nel momento dello slancio verso l’acqua o se, come ugualmente probabile, Pastorelli sia sceso dall’auto – parcheggiata a poca distanza – con la canna già montata in tutta la sua lunghezza e che questa abbia toccato i fili durante il suo passaggio. Al di là di come sia andata, l’uomo è morto sul colpo in quanto il corpo – essendo i piedi a terra – non ha potuto fare da conduttore.
Purtroppo questa dinamica di incidente è comune tra i pescatori, nonostante i continui richiami sulla sicurezza da parte della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva). Basta leggere il sito della federazione reggiana per osservare le direttive consigliate agli amanti della pesca: prima di montare la canna esaminare attentamente l’ambiente, non utilizzare canne da pesca nelle vicinanze di linee elettriche e non mantenere la canna da pesca montata durante gli spostamenti da un luogo di pesca a un altro.
Al termine dei rilievi effettuati dai carabinieri, la salma è stata messa a disposizione della famiglia. Questa zona della Mandria, nei pressi della Fiuma, è stata teatro anche di competizioni internazionali di pesca: in occasione delle gare i campi sono posizionati a ridosso dell’acqua, lontani dai fili della luce, per garantire la piena sicurezza di tutti gli sportivi.
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