Pagliani riprende posto anche in Provincia
Il ritorno sullo scranno di Palazzo Allende. Manghi legge il decreto del prefetto. Lui attacca Masini
REGGIO EMILIA. Dopo aver ripreso il posto da consigliere comunale in Sala del Tricolore a Reggio, Giuseppe Pagliani è riapparso anche in consiglio provinciale quale capogruppo della minoranza nella lista Terre Reggiane. La scarcerazione avvenuta il 20 febbraio scorso su decisione del tribunale del Riesame, ha rimesso in libertà l’avvocato reggiano, esponente di spicco del centrodestra in provincia, già campione di voti durante le ultime consultazioni.
Pagliani resta indagato all’interno della maxi inchiesta Aemilia che ha portato all’arresto di 117 persone. Alcune di queste sono state poi scarcerate. Pagliani ha ripreso quindi a pieno la sua attività politica respingendo fin dalle prime battute le accuse mosse nei suoi confronti dai magistrati antimafia di Bologna. Il capogruppo di Forza Italia in Comune è finito nei guai in seguito alla cena del 21 marzo del 2012 alla quale erano presenti i capi clan attivi a Reggio. Secondo gli investigatori era in atto un sodalizio politico che Pagliani ha sempre definito assurdo e privo di fondamento.
In apertura della seduta il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, ha letto il documento firmato del prefetto di Reggio Raffaele Ruberto, che dispone il reintegro in consiglio provinciale di Pagliani, il quale ha ripreso da dove si era fermato.
Tra le due interpellanze presentate dal suo gruppo, Terre Reggiane, c’era ancora una volta l’attacco mosso a più riprese contro l’ex presidente Sonia Masini, relativo all’appalto del Global Service aggiudicato a Gesta, l’azienda controllata da Ccpl che vinse insieme a Manutencoop e il consorzio Koinos di Cna.
Una gara per gli impianti fotovoltaici posti sui tetti delle scuole della provincia. Pagliani ha chiesto nuovamente numi sul fascicolo aperto in procura relativo all’appalto. (e.l.t.)
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