«Una sfida imperdibile per fare riflettere i nostri ragazzi»
Il focus del Viaggio è sempre sugli studenti delle scuole superiori, ma l’esperienza non sarebbe chiaramente possibile senza il contributo dei tanti insegnanti che non solo partecipano al Viaggio, ma...
Il focus del Viaggio è sempre sugli studenti delle scuole superiori, ma l’esperienza non sarebbe chiaramente possibile senza il contributo dei tanti insegnanti che non solo partecipano al Viaggio, ma lo vivono altrettanto vivamente dei loro alunni.
Lorena Lanzoni del Gobetti di Scandiano è fra di loro. Il Viaggio, spiega, «è una sfida formativa da accogliere con entusiasmo, un'occasione imperdibile per sollecitare domande nei ragazzi, mettere in crisi certezze, aprire al confronto con i conflitti contemporanei, insegnare a incontrare l'altro, rispettandone la diversità».
E offre tanti spunti per la riflessione: «Può diventare una sfida anche nei confronti di chi non apprezza l'importanza di un pensiero autonomo e critico, o addirittura ne è intimorito e preferisce a uno studente che pensa uno studente che ripete. Ma il pensiero consente di rifiutare la fuga dalla libertà, tratto distintivo della società – e spesso della scuola – contemporanea».
È una sfida anche nella gestione degli studenti: «Ogni classe ha un'identità specifica, che si manifesta in modo esplicito in un contesto di forte impatto emotivo come ad Auschwitz», rivela la docente.
«Negli studenti che ho accompagnato quest'anno è prevalso un senso di spaesamento, di incredulità, hanno vissuto l'assurdità di un sistema rigidamente razionale all'interno del quale l'irrazionalità domina. La visita è stata estremamente stimolante, perché ha rinnovato domande già emerse nel percorso di preparazione e ne ha generate di nuove, che trovano solo risposte parziali e chiedono di sapere ancora».
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