Usa Whatsapp e Messenger per vendere droga agli studenti
Uno spacciatore di 17 anni finisce agli arresti domiciliari. Il giovane si era inventato un linguaggio "scolastico" per non essere scoperto: i "capitoli" erano la droga, le "pagine" i soldi.
CASINA. I "capitoli" sono le dosi di droga, le "pagine" i soldi, la "scrittura" è la qualità dello stupefacente. E' il linguaggio inventato dagli studenti, in particolare da un giovane spacciatore di 17 anni, per vendere la droga ai suoi coetanei. E, ovviamente, per comunicare tra loro venivano utilizzati i moderni linguaggi che viaggiano attraverso gli smartphone, in particolare whatsapp ma anche tramite l’applicativo messanger del social network Facebook.
“Domani nell’intervallo riesci a passarmi le 4 pagine di appunti che ti dicevo oggi?”, “Ogni capitolo ha 16 pagine, quanti capitoli devo portarti?”, “Lo so, lo so. 4 sono tanti da studiare ma servono a un altro….quindi scrivili bene”. Questa una delle conversazioni tipo ricavata dallo smartphone del minorenne che gestiva lo spaccio di marijuana e hascisc tra minori e che vedeva coinvolti quali clienti anche alcuni maggiorenni.
Il giovane spacciatore ora è stato arrestato dai carabinieri di Casina, e si trova ai domiciliari, mentre una dozzina di suoi clienti, prevalentemente minorenni, sono stati segnalati quali assuntori di stupefacenti alla prefettura reggiana.
Le indagini sono iniziate nel novembre dello scorso anno, quando i carabinieri di Casina hanno scoperto un 15enne reggiano con una dose di marijuana che gli era stata ceduta da un 17enne, nei confronti del quale sono iniziate le indagini degli investigatori, culminate con una perquisizione nella casa in cui vive il ragazzo, dove è stata trovata una decina di dosi di marjuana (circa 4 grammi di stupefacente) e un bilancino di precisione.
I carabinieri sono poi risaliti a un centinaio di cessioni di stupefacenti, compiute tra agosto e ottobre 2014, nei confronti di una dozzina di clienti, in prevalenza minori, accertate dall’analisi dello smartphone sequestrato al 17enne. I giovani clienti, identificati e interrogati dai carabinieri, hanno collaborato e confermato quanto già era emerso dalle indagini.
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