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Da tutto il mondo per entrare in Officucina

di Massimo Sesena
Da tutto il mondo per entrare in Officucina

Inizia lunedì il primo master di secondo livello in Food Innovation Program diretto dal ricercatore Matteo Vignoli

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REGGIO EMILIA. Si parte. Lunedì si metteranno al lavoro a Reggio 22 studenti provenienti da tutto il mondo: sono i partecipanti al primo master di secondo livello in Food Innovation Program che si svolgerà ai Musei Civici. Il primo, concreto apporto di Reggio ad Expo 2015.

Stati Uniti, Brasile, Messico, Canada, Gran Bretagna, Congo, Germania e ovviamente Italia: sono alcuni dei paesi di provenienza di questo master assolutamente innovativo, che porterà a Reggio docenti di livello mondiale, dal Mit di Boston al Centro nazionale francesce di Ricerca, da dove arriverà il sociologo e antropologo Claude Fischler. Senza contare tutte le realtà imprenditoriali coinvolte in questo progetto: dalle reggiane Reggio Children, Aterballetto, Smeg, Coopconsumatori Nord Est, Cir Food, fino a nomi del calibro Barilla, Saclà e Laurent Perrier.

A dirigere il corso il ricercatore modenese Matteo Vignoli: «Il corso - spiega – si articolerà in tre fasi. Si partirà con la fase che abbiamo voluto chiamare Inspiration: affronteremo il tema del futuro del cibo e delle tecniche per lavorarlo in tutte le sue declinazioni. Poi si passerà alla fase aspiration, e in questa fase del programma, Reggio la farà da padrone: costruire le persone utilizzando le diverse visioni della città che le ospiterà in questi mesi. Così abbiamo messo in cantiere percorsi formativi con Reggio Children e Aterballetto. Vogliamo fornire tutte le migliori visioni di città, da diversi punti di vista».

Alla fine, soltanto alla fine, si entrerà in Officucina. E sarà una vera e propria immersione nel cuore del progetto. L’Officucina è la creatura di Francesco Bombardi, digital Champion per Reggio nonché fondatore del FabLab, il laboratorio di makers che in questi mesi ha stupito Reggio con le sue creazioni.

Un luogo di contaminazione dei saperi formato da due cucine, una industriale e una artigianale, circondate dal massimo della tecnologia: una dorsale ipertecnologica che su un binario appeso al soffitto trasporta cavi e connessioni, oltre a luci e telecamere per streaming e lezioni in real time. Tutti gli strumenti, insomma, per passare dalle parole ai fatti, «Perché - spiega Vignoli - noi da queste parti facciamo così: dopo aver ragionato, dopo esserci confrontati, ci rimbocchiamo le maniche e... produciamo».

Sarà quello il momento in cui scenderanno in campo docenti di pratica: dal già citato Francesco Bombardi, fino ad alcuni chef stellati.

«Abbiamo cercato di coinvolgere anche gli chef locali, in particolare quelli delle scuole dell’infanzia, ma abbiamo incontrato un problema sull’inglese. Ma ci hanno detto che lo studieranno e il prossimo anno, saranno della partita».

@massimosesena

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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