Gazzetta di Reggio

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GIUSTIZIA

La legalità deve partire dalla scuola

Fatima Hadiri e Marco Pisi
La legalità deve partire dalla scuola

Il manifesto di sei associazioni studentesche reggiane in occasione della rassegna "Cose di tutti"

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Scriviamo in rappresentanza di sei realtà associative locali: Novares, UDU, AGE, Libera, Cortocircuito e Consulta provinciale degli studenti. Partecipiamo alla rassegna “Cose di tutti” per manifestare il nostro impegno, la nostra volontà di essere presenti e attivi, esprimendo ciò che noi intendiamo per cultura della legalità. Nelle ultime settimane abbiamo partecipato ad un percorso partecipativo e di confronto, promosso dal Centro Teatrale MaMiMò in collaborazione con la Fondazione MondInsieme, per prepararci all'iniziativa di oggi, con l'obiettivo di non partecipare da cittadini passivi, ma con l'intenzione di portare il nostro contributo alla discussione.

Paolo Borsellino, in uno dei suoi pensieri più celebri, disse:"Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa Mafia svanirà come un incubo. L'importante è che il coraggio prenda il sopravvento..."
Da questo pensiero di un grande uomo che ci ha preceduti lungo questo cammino, noi prendiamo ispirazione.Vogliamo portare avanti un mandato educativo. Vogliamo confrontarci sul tema della Cultura della legalità così come viene vissuta da parte dei giovani reggiani, dei giovani che abitano e che vivono nella Nostra Città, pur sempre consapevoli della dimensione regionale, nazionale ed internazionale.

Vorremo menzionarvi, qui brevemente, solo alcune delle nostre esperienze più significative, che a parere di molti possono essere considerate degli esempi virtuosi di cittadinanza attiva. La Formulazione di un manifesto delle cinque azioni per la legalità da parte di Cortocircuito e le inchieste condotte, gli incontri seminariali di formazione, lo sportello provinciale SOS Giustizia che il Presidio di Libera ha aperto in collaborazione con la Camera di Commercio... e tanti altri ancora, come i campi estivi di volontariato nei terreni confiscati alla mafia, le iniziative tese a sensibilizzare e a rendere consapevoli i ragazzi sul diritto allo studio organizzati da Novares, il progetto dei cineforum e dei dibattiti legati a temi di attualità organizzati da AGE e l'impegno studentesco portato avanti negli anni da parte della Consulta provinciale e dall'Unione Universitaria.

Riteniamo che la Cultura della Legalità sia trasversale e che riguardi tutti, senza alcuna distinzione di nazionalità, di appartenenza religiosa o culturale. Dove si deve partire per creare una cittadinanza attiva e "legalmente" attenta, se non dalle Scuole e dalle Università? Il nostro pensiero è che la Scuola debba essere sempre di più Luogo della Cultura, della formazione e dell'informazione, un'informazione attenta a quello che succede nel mondo che accoglie i ragazzi dentro e fuori le mura scolastiche.

A nostro avviso, la lotta all'illegalità non deve avvenire solo nelle aule dei Tribunali, ma deve partire a monte, deve essere alimentata e insegnata dal basso verso l'alto, preparando ed educando i giovani ad aggredire l'illegalità in prima linea attraverso esperienze come i monte-ore, i laboratori scolastici educativi, moltiplicando le opportunità di partecipazione ai viaggi di scambio nelle terre confiscate alla Mafia. Nella prevenzione dell'illegalità gli studenti devono essere considerati un valore aggiunto per promuovere e diffondere coscienza civica e responsabilità etica.

Gli studenti devono essere coinvolti in attività che li vedano protagonisti attivi e consapevoli, nella sfida giornaliera per il rispetto delle regole anche partendo da piccoli episodi come non pagare il biglietto dell'autobus o del treno; rompere un vetro a scuola, nella classe in cui studi tutti i giorni; non richiedere lo scontrino a seguito di un acquisto; sottrarre o danneggiare materiale scolastico. Possono sembrare banali, ma in verità sono gesti incivili che possono innescare forme di indifferenza che alzano automaticamente la soglia della tolleranza all'illegalità.

Nella lotta alle Mafie e all'illegalità, cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, noi giovani cittadini?
Sappiamo che il buon senso cessa di esserci quando la prepotenza prende il sopravvento. Il più debole si sente solo, inerme e isolato. Il silenzio dei compagni diventa complice della prepotenza del più forte. Come trasformare il cittadino indifferente, che diventa involontariamente complice, in un attuatore consapevole di una cultura della legalità? Partiamo, per esempio, dal contrastare gli episodi di bullismo, radicando nei ragazzi la cultura della denuncia verso questi episodi; partiamo dal contrastare la prassi dell'indifferenza e dell'omertà di chi non denuncia per paura di ritorsioni o vendette.

Non dobbiamo abbandonare a se stessi coloro che intendono denunciare gli autori di un "gesto vile".
Dobbiamo andare verso una cittadinanza attiva, consapevole e pronta a sostenere queste azioni di denuncia. Questo, nel nostro piccolo, è l'impegno per promuovere la cultura della legalità. Per farlo, vorremmo che fosse sempre presente l'impegno delle Istituzioni, affinchè si possano garantire e tutelare i Cittadini attivi attuatori di una Cultura della Legalità, per tutelarli e difenderli da eventuali rivendicazioni.

Noi, insieme, sei associazioni, proponiamo alla città e alla provincia di Reggio emilia, alla regione Emilia-Romagna, una campagna di sensibilizzazione, un discorso di progettazione partecipativo che non deve finire mai.
Noi ci siamo, e Voi?

* in rappresentanza di Novares, UDU, AGE, Libera Cortocircuito e Consulta provinciale degli studenti
Percorso partecipativo nato per volontà del Centro Teatrale Mamimò in collaborazione con la Fondazione Mondinsieme

 

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