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Non ingiuriò il veterinario di Lea

Non ingiuriò il veterinario di Lea

Assolto il proprietario della cagnolina che morì dopo l’operazione

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GATTATICO. Assolto perché il fatto non sussiste. Incassa una vittoria davanti al giudice di secondo grado, a Parma, Roberto Marchi, difeso dall’avvocato del foro di Modena Gianluca Scalera.

Doveva rispondere del reato di minacce e ingiurie, dopo la denuncia del veterinario che aveva operato la sua cagnolina, Lea, in seguito poi deceduta. In primo grado, davanti al giudice di pace, era stato assolto per le minacce, mentre era stato condannato per le ingiurie a una pena pecuniaria. Ma la nuova sentenza, ribalta l’esito.

La storia di Roberto Marchi, di Praticello di Gattatico, e soprattutto della sua cagnolina Lea ha fatto il giro d’Italia. L’animale, infatti, a nove anni si ammalò. La speranza di salvarla si riaccese quando l’uomo si rivolse a un veterinario di Parma, che gli propose un intervento chirurgico per la rimozione dell’utero. Poco dopo l’operazione, però, Lea morì.

Roberto Marchi, a sue spese, decise di far eseguire un’autopsia da un altro veterinario. Voleva capire, voleva sapere se veramente era stato fatto tutto il possibile per salvare la sua cagnolina.

L’esito fu che, in effetti, era stato rimosso parte dell’apparato riproduttivo, ma non tutto.

Da questa scoperta, è partita la battaglia di Roberto Marchi contro la malasanità in campo veterinario e per la difesa degli animali. Ha aperto una pagina Facebook dedicata al caso di Lea, fatto interviste per pubblicazioni diffuse in tutta Italia. La sua è una vera e propria crociata.

L’ordine dei veterinari a cui è iscritto il medico ha archiviato il caso. Ma, a seguito di quanto detto contro il professionista, Marchi ha rimediato la denuncia.

Il difensore ha puntato anche sul fatto che le sue parole non rappresentano un reato, quanto piuttosto un diritto di critica.

Ma il giudice invece ha definitivamente sancito che il fatto non sussiste, assolvendolo. (el.pe)

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