Sfondano i muri a caccia della cassaforte
Scandiano: una banda assalta la sede della Maletti ma è costretta a fuggire a mani vuote a bordo di un’auto rubata
SCANDIANO. Provano a rubare la cassaforte con un’azione da film, rimangono “fregati” dall’allarme e scappano per i campi, rubando un’auto per completare la fuga. È stata una nottata parecchio turbolenta, quella vissuta nella sede della Maletti nella zona di Fellegara. Un gruppo di ladri ha mostrato di conoscere nei dettagli il vasto complesso della multinazionale, attraversandolo per puntare direttamente alla cassaforte dell’ufficio amministrazione.
L’incursione è iniziata poco dopo l’una, quando i ladri hanno tagliato i cavi dell’illuminazione esterna e hanno forzato una finestra per raggiungere l’interno. Lì, dopo aver piazzato del nastro isolante sui sensori di sicurezza, sono entrati nell’ufficio del presidente Danilo Maletti e hanno iniziato a fare due fori nella parete di cartongesso. Sapevano che al di là si trova una delle stanze dell’amministrazione, quella che ospita una grande cassaforte. Il sistema di allarme si è attivato, però. Il custode che vive nel complesso ha chiamato i carabinieri. La pattuglia è arrivata nel giro di pochi minuti. I militari hanno subito notato due auto, un’Audi A6 e una Mazda 6 poi risultate rubate, con a bordo diverse persone, che, vedendoli, sono partite in tutta fretta. Dopo un frenetico inseguimento i ladri sono riusciti a far perdere le tracce, tagliando per i campi. A un certo punto hanno dovuto abbandonare la Mazda, lasciata nel fango, e hanno “rimediato” entrando in un cortile e rubando un Mercedes, con cui hanno proseguito la fuga. A mani vuote.
«Dobbiamo completare le verifiche, ma sembra non sia sparito nulla – spiega la responsabile dell’amministrazione Maletti Priscilla Corghi – Quella è un’area interna, in cui solo le persone con badge possono entrare, e loro sapevano con certezza che dall’ufficio del presidente si sarebbe potuto accedere». Anche se non avrebbero trovato molto: «In cassaforte teniamo cifre ridotte, ormai tutti i pagamenti si fanno con bonifico, una volta era diverso, ma adesso non vi sono grandi beni, solo un poco di contante per piccole necessità». A dimostrazione che puntavano diretti alla cassaforte: «In ufficio c’era un iPad. Non lo hanno nemmeno toccato».
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