«Tantissimi cavi elettrici dove si pesca»
Boretto: Rivi, presidente Fipsas, invita alla prudenza. Oggi a Campegine i funerali di Avio Pastorelli
BORETTO. La morte di Avio Pastorelli, il 60enne rimasto folgorato giovedì nei pressi del cavo Fiuma alla Mandria di Boretto, è l’ennesimo incidente che, con le stesse modalità, ha visto coinvolti dei pescatori. La Fipsas, Federazione di pesca sportiva, sul proprio sito internet ha espresso cordoglio per la morte del pensionato. «Ribadendo le condoglianze alla famiglia del pescatore scomparso – si legge sull'home page – sensibilizziamo ulteriormente tutti coloro che frequentano ambienti all'aria aperta nei quali sono presenti tralicci dell'alta tensione a prestare molta attenzione al riguardo». Anche l’Enel mette in guardia sulla pericolosità delle linee elettriche, come sottolinea il presidente Fipsas Antonio Rivi.
Quanto è frequente in provincia di Reggio la presenza di cavi elettrici nei pressi di campi di gara per la pesca? «Esistono quello di Boretto – risponde Rivi – dove si è consumata la tragedia giovedì, e un altro sempre a Boretto, in direzione di Brescello, dove i fili però seguono il corso del ponte della Cispadana e dunque sono meno invadenti. Di altri, al momento, non me ne vengono in mente. Ma basta uscire appena fuori provincia o fare un giro in regione per trovarne tantissimi: non dico tutti, ma sicuramente più della metà hanno questa caratteristica».
Quanto è pericoloso? «Dipende dai contesti, ma nella stragrande maggioranza dei casi i pericoli sono ampiamente segnalati. Le società che organizzano le competizioni sono sempre molto attente, e le postazioni dei pescatori non si trovano proprio a ridosso dei fili». I vostri regolamenti cosa dicono in merito alla sicurezza dei pescatori? «Non c'è un regolamento che non sottolinei con fermezza che bisogna chiudere le canne una volta usciti dalla propria zona di pesca. Deve essere un gesto automatico, così come quello di guardare a destra e a sinistra quando si attraversa la strada. Proprio per evitare ogni tipo di inconveniente. A volte capita di vedere dei pescatori che montano la canna e se la portano sulla spalla, mentre camminano. E' un comportamento che sconsigliamo sempre».
Cosa si può fare per evitare questi episodi fatali? «E' chiaro che alla base c'è un discorso di attenzione. In merito ai fili, in quasi tutti i casi si tratta di impianti piuttosto datati e dunque non si può fare più di tanto. La soluzione ideale sarebbe quella dell'interramento, ma si tratta di soluzioni che vanno oltre la competenza della nostra federazione e che immagino siano molto onerosi». Oggi i funerali: nella camera ardente dell'ospedale di Guastalla si terrà la funzione, poi alle 14.30 la partenza per Campegine. Qui il corteo sosterà per qualche minuto in piazza, poi proseguirà per il cimitero. (a.v.)
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