FESTA DELLA DONNA
Una sfida verso la parità
Roberta Mori
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Ha ancora senso festeggiare oggi l’8 marzo? Soprattutto in una terra come la nostra, dove le donne sono storicamente protagoniste della vita sociale, economica e politica? La domanda affiora puntualmente in occasione della ricorrenza e la risposta, lo dico subito, è sì. Finché non avremo raggiunto l’uguaglianza sostanziale sancita dalla nostra Costituzione sarà necessario celebrare la Giornata internazionale della donna, e farne occasione di proposte oltre che di mimose, che pure sono gradite.
Non voglio tratteggiare un quadro a tinte fosche, perché ovunque mi volto vedo imporsi i talenti di tante donne e soprattutto constato la crescita della consapevolezza che senza un apporto femminile paritario la società è più povera sotto ogni punto di vista. Non possiamo però nascondere quel tanto che ancora non va. Complice la crisi economica, la quotidianità delle donne è oggi molto faticosa e spesso umiliante.
Dopo tre anni di riduzione dei posti di lavoro in Emilia-Romagna, i dati Istat di marzo segnalano un tasso di occupazione generale tra 20 e 64 anni in lieve rialzo al 70,7%, ma solo del 63% per le donne. E le giovani risultano le più colpite dalla mancanza di opportunità professionali, nonostante il livello di istruzione sia mediamente più alto dei coetanei maschi. Resta grave anche il divario retributivo - tra il 12 e il 20% - e di carriera tra lavoratrici e lavoratori, un tema che si collega ai compiti di cura e ad un ruolo spesso sostitutivo rispetto a servizi di welfare insufficienti. Basti dire che quasi una donna su due non torna al lavoro dopo il parto.
I dati sulla violenza sono una spina dolorosa. Lo scorso anno ben 3.298 donne si sono rivolte ai 15 centri che compongono oggi il coordinamento dei centri antiviolenza della regione, un numero in difetto dato che una quota di contatti non è rilevata. E’ necessario puntare sull’educazione: se non partiamo dalle scuole, fin dalla più tenera età, non avremo uomini nuovi, capaci di relazionarsi in modo adeguato con l’altra da sé.
Voglio sottolineare l’impegno che Giunta e Assemblea dell’Emilia-Romagna hanno rilanciato per attuare la legge regionale per la parità n.6/2014. Il piano triennale contro la violenza sulle donne, il tavolo per le politiche di genere, la conferenza delle elette e il sostegno all'occupazione femminile saranno i primi passi per dare strutturalità alle politiche di genere. La stessa scelta dell’Assemblea legislativa regionale di allargare i compiti della Commissione per la Parità a tutti i diritti di cittadinanza e delle persone (Carta di Nizza dell’Unione Europea) è in linea con questa ambizione.
La vera sfida che abbiamo davanti sta nel rendere il cammino verso la democrazia paritaria un motore di sviluppo e di coesione sociale perchè, come ha detto una donna straordinaria, premio Nobel per la Pace e leader dell'opposizione in Birmania Aung San Suu Kyi, l'autentica rivoluzione sta nei piccoli atti di coraggio quotidiani in difesa della dignità umana. L'Emilia-Romagna farà la sua parte a fianco delle tante istituzioni e associazioni femminili che operano a presidio permanente della storia e della cultura spesso tanto sottaciuta delle donne in Italia e nel mondo. L’augurio è per un 8 marzo di consapevolezza, che si traduca nell’impegno quotidiano e collettivo per la parità e per il futuro … e parlando di futuro non posso che salutare con grande soddisfazione la scelta editoriale della Gazzetta di Reggio di inaugurare un nuovo web magazine femminile che offra uno sguardo differente all’approfondimento. “Chi dice Donna" dice parità, senza se e senza ma. Buon 8 marzo!
Presidente commissione regionale per la parità e i diritti delle persone, coordinatrice nazionale organismi regionali di parità
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