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Petizione contro il nuovo consorzio agrario

Petizione contro il nuovo consorzio agrario

Rubiera: 522 firme per dire no al progetto accusato di causare un «danno economico alla zona»

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RUBIERA. Sono 522 le firme contro il nuovo consorzio agrario a Fontana di Rubiera, consegnate ieri in municipio. Le hanno raccolte alcuni abitanti della zona di Fontana e dal Movimento 5 Stelle contro il piano di sviluppo del consorzio agrario provinciale. Il progetto prevede la costruzione del complesso in un triangolo di terreno agricolo tra via Fontana, via del Rivone e la pista ciclopedonale Rubiera-Fontana, che dovrebbe servire per buona parte del Reggiano e del Modenese, unendo le precedenti strutture di Rubiera e Campogalliano. In un’area di quasi 20 mila metri quadrati dovrebbero sorgere un edifico di 60 metri per 70, alto oltre 10: circa 4.500 metri quadrati di spazi per lo stoccaggio di granaglie e fitofarmaci e una zona commerciale, aperta al pubblico, di medie dimensioni. A questo vanno aggiunti circa tremila metri quadrati di urbanizzazione per strade e servizi, 71 parcheggi per autoi e 8 per autotreni, a poca distanza dalla ciclopedonale. Il terreno è già stato acquistato dal consorzio nel dicembre 2013 e il Comune, in cambio dell’insediamento, ha avuto circa 65 mila euro e un’area di verde pubblico di 2.500 metri quadrati nel punto più vicino alla provinciale. Un intervento cui si oppongono diversi residenti e i 5 Stelle, che hanno promosso la raccolta firme. Due le accuse. La prima: aver adottato il piano il 18 marzo scorso, negli ultimi giorni della precedente amministrazione, in cui l’attuale sindaco Emanuele Cavallaro era vicesindaco. La seconda: la carenza di informazione verso «i cittadini della nuova zona residenziale di Fontana, oggi ancora per metà invenduta, che hanno acquistato casa per vivere in mezzo alla campagna. Si troveranno a dover convivere con una struttura che porterà ancora più traffico di mezzi pesanti ed agricoli sulla provinciale. Costruttori e acquirenti iniziano a prendere coscienza del danno economico diretto sulla zona».

La petizione ha visto una prima fase di documentazione sul progetto. E qui, spiegano i promotori, «l’ingegnere responsabile per il Comune ha tessuto le lodi di un progetto ben fatto, che rispetta il territorio “perché si costruirà meno di ciò che si potrebbe ” (con coefficiente 0,226 contro 0,35 possibile) e l'esterno della struttura sarà ricoperto con il legno». Tutto bene ma, sottolineano, «costruire in modo non devastante non equivale a non costruire per salvaguardare il territorio». La richiesta è di spostare il consorzio altrove, per «riqualificare una zona degradata di Rubiera o spostato a Ca’ del Cristo, zona già urbanizzata. In quella sede si potrebbe anche usare la bretella ferroviaria per spedire i cereali e sarebbe anche comodamente servito dalla nuova tangenziale». Il sindaco Cavallaro: «Leggerò la documentazione e gli argomenti portati con attenzione, come sto facendo con tutte le osservazioni al piano strutturale comunale ed al Rue», spiega assicurando «la tutela del territorio». (adr.ar.)

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