La banda delle poste punta alle carte di credito nominative
L’ipotesi principale sui furti in serie tra Reggio Emilia, Mantova e Piacenza: centinaia di "tessere" spedite in plichi ai Cpo dalla sede centrale
REGGIO EMILIA. C’è una chiave di lettura precisa, sulla serie di furti ai Centri postali operativi di queste ultime settimane: i ladri volevano mettere le mani sulle nuove carte di credito emesse da Poste Italiane. Ne sono convinti gli investigatori che, pur non escludendo altre piste, stanno prendendo seriamente in considerazione l’ipotesi di una banda specializzata (con uno o più basisti) che sta raggranellando - e forse svuotando - centinaia se non migliaia di BancoPosta, le carte di credito con cui la Spa ha aperto un nuovo fronte di concorrenza rispetto alle banche e ai principali circuiti del settore.
Non è chiaro se l’obiettivo sia svuotarle o clonarle, mentre sembra evidente che l’unico, vero obiettivo sia questo. I plichi spariti dai Cpo di Reggio Emilia (via Piccard) il 17 febbraio, Mantova (due marzo), Piacenza (tre marzo) e ancora Reggio (quattro marzo) contenevano tre tipologie di corrispondenza: raccomandate, assicurate e notifiche di atti giudiziari.
Che fossero questi ultimi nenl mirino non sembrerebbe avere alcun senso: se qualcuno volesse «boicottare» la notifica di un atto a se stesso, lo farebbe in un solo Cpo (quello legato al suo Comune di residenza), e comunque l’atto non consegnato verrebbe rispedito a breve. Sul canale delle assicurate viaggiano ovviamente anche le carte di credito dei circuiti tradizionali, ma non da ieri. E comunque il loro numero non è elevatissimo, e gli istituti bloccano subito eventuali carte bloccate o smarrite.
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Dunque, BancoPosta. Queste carte di credito vengono consegnate direttamente in filiale al cliente che apra un conto e che desideri accedere al servizio. Ma come arrivano in filiale? Per posta, appunto. In plichi contenenti centinaia di buste. E’ un servizio operativo da poche settimane, e questo spiegherebbe forse il perché di tutti questi blitz in sequenza.
Quanto al doppio furto al Cpo di via Piccard, le date scelte probabilmente non sono casuali: un basista all’interno della struttura potrebbe facilmente avvertire la banda dell’arrivo dei plichi con i BancoPosta. Questo spiegherebbe anche l’assenza di dichiarazioni ufficiali da parte dell’Ufficio comunicazione.
Le BancoPosta non sono nominative, ma serve comunque il Pin. Più probabile a questo punto, l’ipotesi di una clonazione. La carta di credito - servizio offerto in collaborazione con Deutsche Bank - è utilizzabile per acquisti in tutti i punti vendita convenzionati con il suo circuito di pagamento (es. MasterCard, Visa, American Express, ecc.) e per gli anticipi di contante presso gli sportelli automatici (ATM) convenzionati. Può essere utilizzata in Italia, all'estero e anche su Internet.
Le Poste hanno creato tre tipologie di carte: la Classica, la Oro e la Più. Con la Classica, oltre a un programma di scontistica, è possibile - si legge sul sito delle Poste - «acquistare in oltre 30 milioni di esercizi commerciali in Italia e nel mondo, effettuare le tue spese comodamente da internet e nei negozi convenzionati al circuito MasterCard; prelevare contante presso gli sportelli automatici ATM convenzionati con il circuito MasterCard nel mondo, attivi 24 ore su 24; domiciliare le tue utenze, laddove previsto dal gestore, e alleggerire così i tuoi impegni quotidiani; in più, hai fino a 40 giorni di credito senza interessi né commissioni. Una dilazione del pagamento preziosa per programmare i tuoi acquisti nella massima serenità”.
Nel 2012 BancoPosta ha ottenuto 5.31 miliardi di ricavi, fonte Wikipedia. La divisione gestisce 41.45 miliardi di euro di conti correnti, 98.77 miliardi di euro di libretti postali e 213.7 miliardi di buoni postali; ha 5.88 milioni di correntisti, 6.62 milioni di titolari di Postamat/carte di debito e 9.55 milioni di titolari Postepay/carte prepagate. Un boccone ghiotto.
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