Un progetto per limitare l’impatto dei lupi
Ligonchio, decolla il piano quinquennale Life: gli ibridi saranno sterilizzati, interventi sul randagismo
LIGONCHIO. Il lupo è una minaccia o è invece minacciato? E’ la domanda di fondo di cui molto si dibatte da tempo in Appennino, da quando gli avvistamenti di questo predatore, una volta impossibili (era estinto sul crinale reggiano a metà del ‘900) si sono fatti quasi normali. Una presenza che però è entrata in conflitto con diverse attività umane, prima fra tutte l’allevamento ovino. In modo più scientifico, del tema si è discusso alla sede del Parco nazionale tosco-emiliano a Sassalbo, per il lancio del progetto Life “Mirco” Lupo, progetto europeo sulle strategie per minimizzare l’impatto della presenza del lupo, di cui il parco è capofila. All’incontro hanno partecipano tutti i partner; in particolare erano presenti Giuseppe Vignali, direttore del parco; Valeria Salvatori e Simone Ricci per l'Istituto di ecologia applicata; Umberto Di Nicola e Federico Striglioni per il Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga; Giuseppe Piacentini, comandante del Coordinamento territoriale per l'ambiente della Forestale; Marcello Bonitatibus della ditta di comunicazione Carsa; lo staff del Wolf Apennine Center. L'incontro ha dato l'avvio ufficiale al nuovo Progetto Life, che per 5 anni, fino al dicembre 2019, vedrà i partner impegnati sul fronte della lotta al randagismo e della conservazione del patrimonio genetico del lupo.
«Nello scorso aprile – spiega il direttore Vignali – la Commissione europea ha approvato il finanziamento di 225 nuovi progetti nel quadro del programma Life+, lo strumento finanziario dedicato all’ambiente. L'Italia rappresenta una delle nazioni con il maggior numero di progetti finanziati (47, pari a circa il 21% del totale) tra i quali il progetto Mirco, di cui il nostro parco nazionale è beneficiario. L’assegnazione di questo progetto rappresenta un concreto riconoscimento delle competenze che il parco, e in particolare il Wolf Apennine Center, hanno acquisito in questi anni, e per questo non possiamo che essere molto soddisfatti».
Il progetto introduce sul territorio nazionale ed europeo importanti novità circa la gestione di ibridi lupo-cane, dei quali tanto si sta parlando negli ultimi mesi. «Con questo progetto – spiega Willy Reggioni, responsabile del progetto Life Mirco e del Wolf Center del parco – si intende assicurare migliori condizioni di conservazione per il lupo agendo su alcuni elementi di minaccia di origine umana legati, in particolare, al fenomeno dell’ibridazione con il cane domestico. Considerato lo status di conservazione del lupo in Italia, tutti gli interventi dovrebbero, infatti, essere prioritariamente mirati ad eliminare o a limitare fortemente i fattori di minaccia per il lupo, e l’ibridazione rappresenta forse il più subdolo e moderno tra questi. Il controllo degli ibridi rappresenta un intervento centrale e insostituibile per una risoluzione radicale e duratura del problema non solo a livello locale. L’enorme aumento della popolazione canina e il ritorno del lupo anche in aree maggiormente antropizzate hanno portato nel tempo a episodi di incrocio tra lupo e cane, con conseguente presenza in natura di esemplari ibridi in grado di accoppiarsi con i lupi naturalmente presenti allo stato selvatico».
Il parco nazionale si adopererà dunque con il proprio staff tecnico afferente al Wolf Apennine Center per la cattura e sterilizzazione degli esemplari ibridi identificati, in modo da ridurre il loro potenziale riproduttivo e impedire che producano altra prole. Molte attività saranno dedicate al complesso tema del randagismo: sono proprio i cani vaganti, di proprietà e non, a potersi incrociare con i lupi o, se non adeguatamente vaccinati e sverminati, a trasmettere alla fauna selvatica importanti parassitosi e patologie. Un’importante campagna di informazione e sensibilizzazione sarà rivolta a tutti i possessori di cani. Infine, paco e Cta della Forestale si doteranno, a partire dalla fine del 2015, di due cani anti-veleno, addestrati per la ricerca di bocconi e carcasse avvelenate, con l’obiettivo di ridurre la piaga degli avvelenamenti che colpiscono in modo indiscriminato non solo il lupo, ma anche numerosi altri carnivori e onnivori (come cinghiali, tassi, volpi), nonché cani e gatti di proprietà.
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