«Nozze gay, Vecchi mantenga le promesse»
Arcigay ieri in piazza per sollecitare il sindaco a trascrivere i matrimoni omosex contratti all’estero
REGGIO EMILIA. Hasthag “non è un matrimonio per Vecchi”. Iniziava così ieri mattina il messaggio firmato da quanti hanno aderito all’iniziativa dell’Arcigay Gioconda che ha raccolto consensi per sollecitare il sindaco di Reggio a trascrivere i matrimoni contratti all’estero fra due uomini o due donne.
Il testo era stato anticipato con una cartolina sul web in modo che i reggiani fossero informati di quanto sarebbe successo ieri mattina in via Farini. «Il nostro intento – spiegava Fabiana Montanari, presidente dell’Arcigay reggiano, a chi si avvicinava allo stand allestito in via Farini – è quello di dimostrare che i nostri concittadini sono pronti a questo passo. E lo sembrava anche Luca Vecchi che in passato aveva dato l’assenso ad una mozione indirizzata in questo senso. Non abbia paura: il sindaco di Milano Pisapia è stato scagionato dall’accusa di abuso d’ufficio e quello di Grosseto ha ottenuto dal tribunale la ritrascrizione di un matrimonio annullato. Noi porteremo nell’aula consiliare queste cartoline per sollecitare l’attuazione di quanto risultava nella mozione del 9 settembre 2014».
Una mozione – precisava il messaggio che i passanti erano invitati a sottoscrivere – apertamente a favore delle trascrizioni e che lo stesso sindaco Vecchi aveva detto di accogliere, senza timore di una denuncia, perché l’Italia è in ritardo rispetto all’Europa e questo richiede un forte segnale.
A seguire la dichiarazione virgolettata dello stesso Vecchi datata 13 dicembre dello scorso anno che recitava: “Confermo che faremo le trascrizioni entro poche settimane”. Per finire con la precisazione che, al 28 febbraio di quest’anno le richieste presentate in Comune erano tre, una delle quali da parte di una famiglia con due bambini senza diritti e zero le trascrizioni.
Una di queste coppie, formata da Manuela e Concita, era ieri mattina in via Farini: «Abbiamo contratto matrimonio il 9 settembre 2013 in Portogallo – spiegava Manuela - ma malgrado la nostra richiesta non abbiamo ancora ottenuto la trascrizione nel Registro delle Unioni civili come atto matrimoniale». Al loro fianco anche Cosimo Pederzoli, del circolo cittadino Loukanikos (nome mutuato dal cane antitroica greco), che si faceva portavoce del messaggio lanciato in consiglio comunale da Lucia Lusenti di Sel la quale ha annunciato il rifiuto a celebrare qualsiasi matrimonio fino a quando il sindaco non accetterà anche queste trascrizioni. Coloratissima e ricca di messaggi la cornice al punto di raccolta delle firme.
Accanto ad una vignetta di Repubblica l’annotazione “Non voglio mica la luna, voglio la luna di miele”. E poi l‘immagine di due uomini brasiliani che hanno adottato un bambino che era stato rifiutato da coppie eterosessuali e rispedito in un orfanatrofio. Quindi la nota: “Reggio come l’Europa, matrimonio per tutti”. E ancora: “Alcune persone sono gay e contano su di te”. Immancabile la consegna di mimose con la nota: “Le mimose delle donne che amano le donne, le mimose degli uomini che amano le donne, le mimose degli uomini che amano gli uomini”. (l.v.)
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