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Famiglia sfrattata, la protesta «Da tre anni senza lavoro»

di Paolo Ruini

CASALGRANDE. Ogni sfratto ha alle spalle una storia dura e triste. Quella di Giorgio Nikenas e della sua famiglia è emblematica. Oggi, dopo alcuni rinvii, è previsto lo sfratto esecutivo dall’appart...

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CASALGRANDE. Ogni sfratto ha alle spalle una storia dura e triste. Quella di Giorgio Nikenas e della sua famiglia è emblematica. Oggi, dopo alcuni rinvii, è previsto lo sfratto esecutivo dall’appartamento dove vivono in affitto. In via Mario Camerini 4 a Casalgrande arriverà l’ufficiale giudiziario, e per la famiglia si apriranno le incognite.

«Io chiedo di poter ritornare a lavorare e di trovare un appartamento in affitto», dice Giorgio Nikenas. A differenza di tanti altri sfratti che avvengono nel silenzio e nella disperazione di chi li subisce, quello della famiglia Nikenas è documentato da una serie di missive che il capofamiglia ha inviato a decine di persone per fare conoscere il suo caso. Richieste scritte anche in una lunghissima lettera che racconta il dramma di chi ha perso il lavoro per la crisi e da tre anni non riesce a far fronte alle spese famigliari. Lettere inviate anche ad autorità, parlamentari e persino al presidente del Parlamento europeo Martin Schultz. Uno dei pochi a rispondere è stato proprio quest’ultimo, dicendo che non poteva fare nulla per il caso singolo, ma che avrebbe inserito nei prossimi mesi il problema degli sfratti per le persone meno abbienti fra i lavori del Parlamento europeo.

Perché ha deciso di scrivere quella lettera? «Ho lavorato per 30 anni come autotrasportatore, poi la crisi mi ha portato via il lavoro e da quasi 3 anni sono disoccupato. Ho voluto raccontare la mia storia perché, se dovessi fare dei gesti disperati, in quella lettera si potranno trovare delle risposte».

Negli ultimi tempi si registrano, in provincia, tanti sfratti esecutivi: 1.500 solo lo scorso anno. Molti, per una provincia come Reggio, dove fino a pochi anni fa questa emergenza era sconosciuta. Tantee le famiglie italiane, che non capiscono come mai non riescono ad avere risposte dai Comuni, al di là di soluzioni-tampone limitate a poche settimane.

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