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Mediopadana, così non va Il gioiello si sta degradando

Mediopadana, così non va Il gioiello si sta degradando

Furti nelle auto sempre più frequenti e parcheggi selvaggi dappertutto: l’Expo sta per aprire, ma non basta uno stand a renderci «accoglienti»

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Una bella domenica assolata, quasi primaverile. Da lontano, la mole scintillante della Mediopadana cattura lo sguardo, come sempre. Verrebbe voglia di fotografarla, anche se magari l’hai già fatto centinaia di volte. Il parcheggio è pieno: accade sempre più spesso.

Buon segno, direbbe qualcuno: la linea Tav è ormai una “tappa forzata” nella logistica dei trasporti padani. Il fatto è che l’area esterna si sta sempre più rivelando inadeguata, perché non è stata tarata sui volumi di traffico (ovvero, di passeggeri) attuali.

Nel parcheggio asfaltato, trovare un posto vuoto è impossibile. Per questo, le auto finiscono un po’ dappertutto. Sulle collinette artificiali con riporti di terra, sulla fanghiglia secca a lato delle piazzole di sosta asfaltate, a lato della strada d’accesso.

Il prato erboso proprio davanti allo sfavillante ingresso della Tav è un acquitrino: piogge, ma soprattutto la neve disciolta. I terreni, ovviamente, non hanno drenaggio.

Ci sono cartelli stradali divelti, decine di new jersey (le barriere bianche o rosse) a lato delle piazzole, tubi di plastica che sbucano qua e là dal terreno. I rigagnoli ai lati del parcheggio non hanno un bell’aspetto e sono l’ideale ricettacolo di immondizia che gli incivili vi gettano e nessuno provvede a rimuovere.

Ma soprattutto, diverse piazzole sono «segnate» da centinaia di frammenti di vetro: sono auto “vandalizzate” dai ladri. Un brutto segnale.

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