Prove di valanga al lago Calamone con il Saer
Volontari e unità cinofila hanno messo in pratica le preziose tecniche di salvamento
RAMISETO (REGGIO EMILIA). Con la neve, l'emergenza in montagna si chiama valanghe. Per questo, è bene farsi trovare pronti. Domenica al Lago Calamone (Ventasso Laghi), si è svolta l’esercitazione su valanga da parte dei volontari della stazione “Monte Cusna” del Saer Soccorso Alpino e Speleologico dell’Emilia Romagna.
La simulazione ha interessato tre persone, sepolte dalla neve. Le tecniche utilizzate per la localizzazione dei dispersi sono state quelle tipiche per le quali il SAER –CNSAS è specialista: captazione organizzata del segnale Artva per la localizzazione del disperso portatore del dispositivo; recezione del segnale olfattivo da parte dell’unità cinofila da valanga per la localizzazione del disperso, privo del dispositivo; delimitazione dell’area di scavo tramite sondaggio, disseppellimento del disperso; operazioni di primo soccorso sul disperso da parte del personale medico del SAER presente, ed infine sondaggio sistematico per la bonifica integrale dell’area.
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La squadra impegnata ha svolto le proprie attività sotto il controllo dell’istruttore regionale e di osservatori fra i quali aspiranti al ruolo di volontari SAER. Vista la presenza di due medici SAER, ampio spazio ha avuto l’istruzione sull’attività di primo soccorso sulle persone tratte in salvo, indispensabile per dare all’infortunato delle chance di sopravvivenza.
Il travolgimento in una valanga infatti è un evento tanto traumatico quanto invasivo, il paziente subisce traumi importanti nel suo trascinamento ed, in ogni caso, vista la permanenza in un ambiente pressoché privo di ossigeno e molto freddo, la tempestività di intervento è fondamentale.
Negli anni il SAER-CNSAS ha affinato e armonizzato le tecniche umane e cinofile per la velocità nella localizzazione, la sistematicità delle pratiche di sondaggio e di scavo e, tramite il suo personale sanitario, le competenze di soccorso sanitario di questo specifico ambito, grazie anche ad un coordinamento nazionale che studia la letteratura sul tema. L’esercitazione si è poi completata con una dimostrazione pratica di indagine di stratigrafia del manto nevoso ai fini di prevenzione delle valanghe.
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