Gazzetta di Reggio

Reggio

LA MOSTRA

A Palazzo Magnani insieme tutti i codici di Piero della Francesca

Daniele Valisena
A Palazzo Magnani insieme tutti i codici di Piero della Francesca

Arrivati da Londra anche gli ultimi gioielli che faranno parte di una esposizione unica a livello mondiale

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REGGIO EMILIA Ci si muove tra imballaggi, scatole e pile di carta e gommapiuma. Gli operai e i tecnici attendono in silenzio, così come gli esperti d'arte e i dirigenti della Fondazione. «Ormai i sette fratelli si stanno per riunire», commenta Federica Franceschini, responsabile di direzione di Palazzo Magnani. Dopo un viaggio di quasi 1.500 chilometri, volando sopra la Manica e le Alpi, anche l'esemplare conservato alla British Library del "De Prospectiva Pingendi" di Piero della Francesca è giunto a Reggio.

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Sono da poco passate le 9 di ieri e a Palazzo Magnani i lavori di preparazione e allestimento della mostra "Piero Della Francesca. Il disegno tra arte e scienza" sono ormai alla fase clou. Il curatore britannico che ha accompagnato il prezioso manoscritto solleva con cura l'involucro nero e lo posa su un tavolo coperto di fogli, su cui è stato posato un leggio, anch'esso proveniente da Londra. Estrae con calma le due chiavi e fa scattare i lucchetti. Se non fosse per la musica rinascimentale in sottofondo, potrebbe benissimo trattarsi della scatola con i codici di avviamento di una testata nucleare, vista nei film di James Bond. Il primo strato di gommapiuma si solleva, rivelando un pacco sigillato e a isolamento termico. Con cura le strisce di scotch vengono tolte e dentro un'ultima custodia di plastica, ecco tornare alla luce il Codice.

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Lentamente, con la cura degna di un rituale illuministico, lo studioso inglese mostra ogni imperfezione e danno provocato dal tempo, tutti annotati, fotografati ed evidenziati. Il codice ha vissuto una vita più burrascosa di quella dei fratelli rimasti in Italia, ma è decisamente in buone condizioni per avere quasi 600 anni. Il libro è rimasto chiuso e conservato lontano dagli occhi del mondo per decenni; gli viene dato il tempo di riprendere confidenza con il mondo e il tempo degli uomini. Firmate alcune carte e stabilito, dopo meticolosi controlli, che il manoscritto non abbia subìto alcun danno durante il viaggio, lo studioso inglese applica con cura alcune strisce plastificate nella pagina che resterà aperta durante l'esposizione.

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Operazione delicata e da svolgere con la massima dolcezza, con l'amore, la cura e il rispetto dovuto a uno dei capisaldi del Rinascimento e della cultura occidentale. Infine viene applicato un prodotto che mantiene l'umidità all'interno della teca, poi chiusa ermeticamente. Terminato il rituale, il libro è pronto per raggiungere i suoi fratelli nella sala dedicata al Codice di Piero.

Pochi minuti dopo, ecco arrivati i due ultimi volumi, tra cui quello originale, risalente al XV secolo, entrambi conservati alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Il rito si ripete, identico e affascinante.
Una luce morbida accarezza i sette volumi, tutti rinchiusi in teche antiproiettili e protetti da allarmi. Anche loro attendono l'inaugurazione di sabato, un giorno storico per Reggio e non solo, nel segno di Piero Della Francesca.

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