Gazzetta di Reggio

Reggio

Accende il camino e rimane intossicata

di Adriano Arati
Accende il camino e rimane intossicata

Baiso: brutto risveglio e grossi rischi per un’operaia 50enne che ha respirato monossido di carbonio

2 MINUTI DI LETTURA





BAISO. La canna fumaria del camino si inceppa e lei rischia di soffocare, mentre nella casa parte pure un principio di incendio.

Brutto risveglio, quello di ieri mattina, per una 50enne operaia che vive a Montelucino, la frazione di Baiso lungo il vecchio tracciato della provinciale che dal paese capoluogo porta verso Viano e la vallata del Tresinaro.

Poco prima delle sette la donna ha iniziato a stare male, a tossire con forza e a perdere l’equilibrio e la forza.

Prima di svenire, l’operaia ha capito che si trattava di un’intossicazione ed è riuscita dare l’allarme al 118.

A Montelucino sono arrivati i vigili del fuoco da Castelnovo Monti, i volontari della Croce Rossa e il personale medico inviati dal 118 e i carabinieri della stazione di Baiso.

Nel frattempo si era pure generato un principio di incendio, provocato dalla fuliggine accumulata attorno al camino inceppato, e spento rapidamente dai pompieri.

La 50enne è stata subito soccorsa dal personale medico, che ha riscontrato i classici sintomi dell’eccessiva esalazione da monossido di carbonio e ha deciso per il ricovero all’ospedale più vicino, quello di Scandiano.

Lì, dopo alcuni accertamenti, è stata presa la decisione di portarla in tutta a fretta a un altro ospedale, quello di Fidenza, dotato delle attrezzature per un trattamento ossigenante con la camera iperbarica.

Dopo alcune ore dentro alla camera, per ridurre al minimo la presenza di monossido di carbonio e “ripulire” così il sangue, la donna è stata rimandata alla struttura sanitaria scandianese, dove si trova tutt’ora ricoverata.

Non è in pericolo di vita e le sue condizioni sono in rapido miglioramento: rimane la paura, quella sì, dopo aver rischiato davvero tanto.

A Montelucino, nel frattempo, vigili del fuoco e carabinieri hanno analizzato la casa per capire cosa fosse stato a originare le esalazioni tossiche. L’origine del problema è da ricondurre al camino acceso la serata precedente per scaldarsi, che si è “tappato” nelle condutture che portano verso la canna fumaria esterna generando le esalazioni.

E non solo. Non trovando sfogo, i detriti più pesanti generati dalle fiamme, la classica fuliggine, è tornata nella stanza dove si trova il camino, accumulandosi in particolare su un pannello isolante in fibrocemento, utilizzato come protezione di una trave di legno.

Le ceneri incandescenti hanno fatto scaturire le fiamme, anche le se l’incendio è stato bloccato per tempo dai pompieri, arrivati quando il rogo era ancora molto ridotto e circoscritto. Non vi sono quindi grandi danni per la struttura portante dell’edificio, che comunque è stato verificato con cura prima di dichiararlo nuovamente agibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google