Confcommercio: si fatica e si rischia la vita
Prampolini: «Nel mirino chi ha le slot. Più moneta elettronica, ma le banche abbassino le spese»
QUATTRO CASTELLA. «Lavorare in questo momento è molto difficile e stressante: non solo si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, ma si rischia la vita per un pugno di euro». Così Donatella Prampolini, presidente di Confcommercio, commenta l’ondata di spaccate in provincia. «È un argomento delicato perché tocca la pancia dei nostri associati, ma il nostro consiglio per evitare di subire furti e spaccate è quello di non tenere mai soldi nei locali dopo la chiusura (né in cassa, né nelle macchinette, né nelle casseforti). E quando si vanno a depositare in banca, stare attenti a cambiare sempre percorso e orari». Diventare 007, insomma. «Sì, perché anche se esistono sistemi di sicurezza validi, come i paletti conficcati davanti alle vetrate e gli antifurto con fumogeni, è innegabile che queste bande sono formate da ladri professionisti che agiscono quando sanno di poter trovare qualcosa. Non per niente nell’occhio del ciclone ci sono spesso tabaccherie e bar con slot machine e videopoker».
Per la Prampolini, una possibile soluzione sarebbe l’uso massiccio della moneta elettronica. «A patto però che le banche abbassino le spese delle varie operazioni. Nonostante sia diventato obbligatorio per legge accettare pagamenti oltre i 30 euro tramite Pos, infatti, sono i commercianti a dover pagare le commissioni. E non pochi soldi: quando i clienti pagano col bancomat, il commerciante deve pagare l’1% dell’importo totale; quando pagano con la carta di credito, si va dal 2.5% al 4%. Senza considerare il noleggio o l’acquisto dell’apparecchio e il costo della telefonata. I vantaggi della moneta elettronica sarebbero tanti per tutti, ma non è giusto che i costi ricadano solo sui commercianti. Come non è giusto che chi compie furti o rapine venga rilasciato nel giro di qualche giorno. Le forze dell’ordine fanno del loro meglio per catturare i ladri e i malviventi, ma poi questa gente sta al fresco una settimana, se va bene, e torna fuori andando anche a prendere in giro o minacciare i commercianti che avevano sporto denuncia. Quello della sicurezza, purtroppo, è un problema serio. Anche se i dati diramati in questi anni dalle prefetture dicono che la criminalità è in calo, non possiamo tirare un sospiro di sollievo: se è vero che le rapine e i furti sono diminuiti, è pur vero che sono diventati più cruenti. E soprattutto è sempre più frequente che il derubato, preso dallo sconforto e dalla rassegnazione, non denunci il furto». (m.r.)
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