Edilizia, la Regione corre ai ripari
Crisi anche per Coop Costruzioni (Bologna). Situazione critica, summit con Costi
REGGIO EMILIA. Una dopo l’altra stanno capitolando molte grandi aziende delle costruzioni emiliane. A fare più paura, però, è la situazione delle grandi coop edili, che evitano il default solo grazie all’intervento massiccio della Legacoop, soprattutto in termini finanziari. L’ultima vicenda in ordine di tempo riguarda Coop Costruzioni di Bologna: andrà in concordato, mettendo in mora il futuro dei 400 dipendenti, 200 dei quali individuati come esuberi. La situazione è esplosiva e Legacoop incomincia ad avere il fiato corto. Secondo la Regione la grave crisi che ha colpito il comparto in Emilia-Romagna ha visto perdere in sette anni oltre il 18% di occupati ed il volume d'affari è previsto ancora in calo nel 2015. Per questo l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi ha deciso di intervenire in prima persona su Coop Costruzioni per poi avviare un’analisi più ampia e tentare di ridurre l’effetto domino. «La situazione di Coop Costruzioni – dice Costi - rientra, inoltre, in una più generalizzata crisi del comparto cooperativo del quale discuteremo durante un incontro previsto per il 18 marzo prossimo con le organizzazioni sindacali e le centrali cooperative. Confronto che sarà ampliato all’intero settore dell'edilizia e delle costruzioni. Confronto convocato, i primi di aprile, per affrontare le situazioni di crisi ma soprattutto per valutare anche le prospettive di rilancio. In tutto ciò fondamentale resta il raccordo con il Governo per gli ammortizzatori sociali e le politiche di investimento pubblico. Abbiamo già avuto un primo contatto con il ministro Giuliano Poletti dal quale ci aspettiamo risposte celeri. Occorre un intervento nazionale: il riconoscimento dello stato di crisi di settore può essere uno strumento utile, perché permetterebbe l'utilizzo di strumenti di sostegno al reddito straordinari, adeguati alla profonda crisi delle costruzioni». (e.l.t.)
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