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«Eserciti di fioristi abusivi danneggiano gli onesti»

di Martina Riccò
«Eserciti di fioristi abusivi danneggiano gli onesti»

La Confesercenti denuncia il racket e chiede aiuto pure ai cittadini: «Non rivolgetevi a loro. Se lo fate, incentivate la criminalità organizzata»

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MONTECCHIO. «Basta. Basta. Basta. Non vogliamo più combattere da soli: mettiamo tutta la nostra disponibilità a collaborare, ma dobbiamo trovare un sistema per fermare questa ingiustizia. Sappiamo di non essere l’unico settore in cui è presente l’irregolarità dell’abusivismo, ma iniziamo da questo e poi seguiranno denunce sul resto».

Con queste parole che Angela Belli, presidente di Confesercenti Montecchio, e Gianni Pera, coordinatore di zona, denunciano il mercato nero di piante e fiori. Si tratta di un racket profumato, non c’è che dire, ma non per questo tollerabile.

«A un anno giusto dalla nostra prima richiesta – spiegano Angela Belli e Gianni Pera – siamo di nuovo a segnalare il problema. La polizia municipale sta facendo un lavoro egregio, tuttavia riteniamo che la collaborazione tra tutte le forze di polizia e gli operatori debba essere al centro dell’azione di contrasto a questo fenomeno che sta diventando sempre più insopportabile.

Vicino alle feste o alle ricorrenze particolari – continuano la presidente di Confesercenti Montecchio e il coordinatore di zona – eserciti di fioristi abusivi escono e si presentano dal nulla in tutti i Comuni della Val d’Enza. Ormai in tutti i nostri centri. La nostra, dunque, non è solo una denuncia, ma una vera e propria richiesta di aiuto per arginare l’abusivismo che, insieme alla crisi economica, sta mettendo in ginocchio le attività regolari e oneste dei fioristi ligi alle regole e alle leggi. Il business delle piante e dei fiori abusivi – venduti illegalmente in Italia per cento milioni di euro – parte da Amsterdam e raggiunge anche noi».

I “signori dei fiori”, come sono chiamati da presidente e coordinatore di zona di Confesercenti, stravolgono dunque il mercato, rendendo la vita impossibile ai lavoratori onesti.

«Per questo – aggiungono Angela Belli e Gianni Pera – chiediamo l’intervento sia della pubblica autorità, sia della cittadinanza: non rivolgetevi a questi venditori abusivi poiché, facendolo, incentivate la criminalità organizzata e danneggiate il vostro paese e la società onesta».

«Sia questo un esempio del cambio di verso della nostra società – concludono Belli e Pera – dove non è il furbetto che va avanti ma colui che si impegna e lo merita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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