L'Emilia Romagna protagonista all'Expo2015 di Milano
Dal Parco della biodiversità bolognese al refettorio dei poveri di Bottura, sino gli stand della Mostra delle Regioni, l'impegno della regione leader nel settore food
BOLOGNA. La Regione Emilia-Romagna scommette sulla buona riuscita dell’Expo e investe per la promozione del sistema territoriale sul grande scenario dell’esposizione universale di Milano. Il finanziamento complessivo che la Regione stanzierà per Expo 2015 è di circa 5,5 milioni di euro.
Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Simona Caselli, nell'ambito del Focus su Expo della riunione di direzione di Legacoop regionale. "Nel 2014 - ha spiegato - è stato speso un milione e mezzo di euro per l'acquisto degli spazi all'interno del Padiglione Italia e per le attività promozionali e di preparazione a iniziative come il World food forum.
Altri due milioni verranno indirizzati sugli eventi Expo dai bandi di internazionalizzazione che la Regione prevede per le imprese. L'ultimo pezzo da decidere è l'investimento del 2015", che dovrebbe essere di circa altri 2 milioni. Durante il focus, l'assessore Caselli ha ricordato gli eventi in cui l'Emilia-Romagna sarà protagonista, ossia "la 'Mostra delle regioni', che durerà per tutti i sei mesi di Expo, i tre mesi nella Piazzetta tematica 'Gusto della Terra', per cui abbiamo già raccolto 78 manifestazioni di interesse, e la settimana di protagonismo nel Padiglione Italia, dal 18 al 24 settembre", durante la quale l'Emilia-Romagna coordinerà il 'World food forum' e altri eventi relativi al mondo della cooperazione in agricoltura e alla formazione dei giovani.
Il sistema cooperativo emiliano-romagnolo spenderà in totale per Expo 2015 “oltre 20 milioni di euro”, secondo la stima fatta dal presidente regionale di Legacoop, Giovanni Monti, a conclusione del 'Focus su Expo'. Tra i maggiori investimenti ci sono i 5 milioni euro che il grande produttore del lattiero-caseario Granarolo metterà sul piatto per l'acquisto del suo stand nel 'Padiglione Italia': 'Per noi - ha spiegato il presidente di Granarolo, Gian Piero Calzolari - è un investimento importante”. Oltre a Granarolo, al Focus erano presenti anche Cir Food e Alce Nero che avranno una presenza importante a Expo.
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Il logo della Regione all'Expo
La Regione ha varato un marchio-logo che accompagnerà la presenza del sistema Emilia-Romagna a Expo Milano 2015. Con il logo saranno identificati gli eventi e le iniziative di qualità proposte dal tessuto di imprese e dalle associazioni ed enti presenti sul territorio emiliano-romagnolo.L’utilizzo del marchio-logo sarà concesso ad iniziative di alto profilo culturale, scientifico, sociale, umanitario e benefico, anche in attinenza con i temi e le finalità di Expo Milano 2015. La presentazione della domanda di concessione e utilizzo deve avvenire almeno 30 giorni prima della data di svolgimento dell’iniziativa o del programma di iniziative proposte.
L'Emilia-Romagna sarà la regione con maggiore presenza
«L’Emilia-Romagna sarà, secondo le stime degli organizzatori, la regione con la maggior presenza ad Expo di Milano. Questo grazie ad un grande sforzo preparatorio ed organizzativo profuso in questo anno e mezzo che ci ha separato dall’evento. Oltre la presenza all’Esposizione Universale allo stesso tempo abbiamo costruito una solida base per trarre benefici duraturi in tanti campi, dal food all'agroindustria, dalla ricerca al turismo e cultura. Siamo certi che questa esperienza ci accompagnerà nei prossimi decenni». Con queste parole l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi ha concluso la comunicazione della Giunta regionale all’Assemblea Legislativasulla partecipazione della Regione ad Expo 2015.
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Lo slogan dell'E-R: food for life, food for mind
L’assessore regionale Costi illustrando la preparazione all’Esposizione e dettagliando le iniziative di partecipazione a Milano, ha precisato che «il nostro slogan è ‘food for life, food for mind’ per indicare nel bisogno primario della nutrizione il rapporto fra l'uomo e la terra che nella storia ha definito l'identità culturale e geografica del nostro territorio. In questa prospettiva Expo 2015 potrà diventare per l’Emilia-Romagna un’occasione concreta di sviluppo e di proiezione sui mercati internazionali. E lo farà con la sua agricoltura di qualità la cui varietà di prodotti che rappresentano il meglio del Made in Italy
Il parco della biodiversità, da Bologna all'Expo
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Sarà realizzato da Bologna Fiere che è Official partner di Expo Milano 2015: si tratta di un’area di 8500 metri quadri, di esposizioni e riflessioni sui grandi temi dell’alimentazione. In campo anche Fiere di Parma che realizzerà il "tempio" del food italiano. Emilia-Romagna sempre più protagonista a Expo Milano 2015.
Il refettorio per poveri dello chef stellato Massimo Bottura
Uno dei progetti che contribuirà a dare un'anima a Expo MIlano 2015. Lo ha ideato lo chef stellato modenese Massimo Bottura. Si tratta di far rivivere un refettorio per i poveri: sarà donato al Comune di Milano per farlo vivere anche dopo Expo.
Africa Milk Project, la fattoria del latte
Al Padiglione Zero di Expo Milano 2015 (il padiglione sviluppato assieme alle Nazioni Unite che sarà la porta di ingresso all’esposizione), i venti milioni di visitatori troveranno uno spazio in cui sarà promossa, tra le altre, una best practice con la testa a Bologna e il cuore in Africa. Si tratta di “Africa Milk Project”, un progetto delle bolognesi Cefa e Granarolo che ha molto a che fare con una esposizione intitolata “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Con il progetto "Africa Milk Project: ama la tua terra, combatti la povertà, bevi il tuo latte”, Cefa il seme della solidarietà, Granarolo, Ministero degli Affari Esteri e Associazione tanzaniana di allevatori NjoLIFA, hanno vinto il primo premio come migliore Best Practice all'Expo di Milano 2015 nella categoria: "Sviluppo sostenibile nelle piccole comunità rurale in aree marginali". “Africa Milk Project” è stato selezionato tra circa 800 progetti ed è diventata una delle cinque Best Practices di Expo Milano 2015; il progetto verrà presentato attraverso un film che sarà proiettata per 6 mesi nel Padiglione Zero.
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Il progetto si svolge a Njombe, uno dei distretti più poveri della Tanzania, ed è nato con il compito di sviluppare una vera e propria filiera del latte. La Njombe Milk Factory, la latteria, riceve il latte dagli allevatori locali (famiglie che possiedono una o due mucche al massimo e che si sono riunite in associazione) e lo trasforma. Oggi la Factory è un’impresa che fa utili. Ogni mattina l'azienda riceve 3200 litri di latte da circa 800 allevatori della zona. Una volta consegnato “a mano” o raccolto con un furgone, il latte è pastorizzato. Una volta la settimana e a prezzo contenuto una certa quantità è distribuita in 58 scuole del distretto, raggiungendo un bacino di utenza che è stato, fino al 2013, di 25 mila scolari. A Njombe, il Cefa, alcuni anni fa, aveva promosso la costituzione di una cooperativa di allevatori di mucche da latte che associa circa 150 famiglie. Sulla base di questa prima esperienza è nato, nel 2004, Africa Milk Project.
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