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il caso

Maxi multa al fondo delle coop

di Enrico Lorenzo Tidona
Maxi multa al fondo delle coop

Carenza nei controlli, sanzione da 184 mila euro a Namira: gestisce gli immobili di Ccpl e Coop Nordest

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REGGIO EMILIA. Carenze nell’organizzazione e nei controlli interni da parte dei membri del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. Sono queste le motivazioni poste in effige nel provvedimento della Banca d’Italia, che ha comminato a inizio 2015 una sanzione salata alla Namira sgr, società che gestisce anche i fondi immobiliari Namira Sette e Namira Nove, nei quali alcune coop reggiane hanno fatto confluire il proprio patrimonio per valorizzare gli asset illiquidi (sedi, supermercati e fabbricati in genere).

La multa disposta dall’istituto di vigilanza di via Nazionale è elevata: 184mila 500euro a fronte delle irregolarità che dovranno essere sanate dalla società ma senza effetti diretti sulle coop azioniste dei fondi.

Dentro a Namira sono custoditi parte degli immobili del Ccpl, di Coop Nordest e della Cormo per un valore di svariati milioni di euro. Solo il Ccpl, durante la gestione di Ivan Soncini - ex dominus ora estromesso dal gruppo cooperativo industriale dopo la maxi perdita da 101 milioni segnata nel 2013 - aveva una partecipazione nel fondo Namira Sette pari a 45 milioni di euro nel 2012, scesa a circa 20 milioni di euro l’anno passato, quota andata poi in capo al Ccfs, finanziaria della Legacoop che si era presa in carico il pacchetto azionario in Namira per alleggerire la posizione del Ccpl, ben più bisognoso di soldi che di fabbricati.

Operazioni di alta finanza, non c’è che dire, alla quale le coop reggiane più grandi sono ormai avvezze. In pratica conferiscono il patrimonio immobiliare al fondo creato ad hoc, che incassa gli affitti pagati dalle stesse coop alle quali tornano i flussi di cassa che vengono loro ripagati sotto forma di dividendo.

La stessa Coop Nordest, nel 2013, ha ceduto al fondo Namira Nove altri 14 milioni di azioni di Immobiliare Nordest spa (la società che gestisce il patrimonio), pari al 17% del capitale sociale, ad un prezzo di 116,5 milioni di euro. Soldi freschi incassati a metà 2014. Ben più defilata Cormo, che ha quote in Namira per un controvalore poco superiore ai 50mila euro.

Bankitalia sta castigando tutti i fondi immobiliari perché il mattone è ormai un asset a rischio e spesso sopravvalutato. Resta singolare la scelta delle coop di affidarsi a Namira e non alla finanza rossa già presente in casa. A capo della sgr c’è il genero di Paolo Scaroni (ex capo dell’Eni), tale da Eugenio Radice Fossati Confalonieri, figlio del conte Carlo- uomo forte della Democrazia Cristiana fino all’avvento di Tangentopoli - e sposato con Clementina Scaroni. Con lui c’è il principe Heinrich zu Sayn Wittgenstein, Davide Alberto Fortunato e Anna Maria Ceppi e il manager Paolo Cuccorese, interfaccia con il Ccpl dopo l’uscita di Soncini.

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