Scontri del 25 aprile: gli attivisti indagati sono diventati sedici
L’inchiesta chiusa dal pm Pantani: tre i poliziotti feriti Il legale dei centri sociali: «Vicenda tutta da discutere»
REGGIO EMILIA. Indagini chiuse con un accusato in più dei centri sociali (da 15 a 16 i ragazzi nel mirino della procura) per i tafferugli (tre i poliziotti feriti) scoppiati il 25 aprile scorso in occasione del comizio che Matteo Salvini (segretario nazionale della Lega Nord) tenne nella nostra città proprio nel giorno delle celebrazioni della Liberazione. Per non parlare della battaglia legale relativa alle misure cautelari ed ora approdata in Cassazione, dopo i “passaggi” davanti al gip Giovanni Ghini ed al Riesame.
Al momento resta l’obbligo di firma per 15 indagati, mentre è libero l’ultimo accusato che è stato aggiunto dal pm Maria Rita Pantani nella chiusura dell’inchiesta. Una situazione che rimarrà “congelata” finché non si esprimerà la Suprema Corte.
Intanto l’inchiesta – per resistenza a pubblico ufficiale – si è chiusa ed ora la difesa ha venti giorni di tempo per replicare con memorie, richieste di interrogatori. L’avvocato difensore Vainer Burani è lapidario: «E’ una vicenda ancora tutta da discutere». Da parte loro gli indagati – per lo più ragazzi del centro sociale Aq16, ma fra loro anche Gianmarco De Pieri, leader del Tpo di Bologna – hanno da tempo fatto sapere cosa pensano su quanto accaduto, non rispondendo però alle domande del gip nell’interrogatorio di garanzia.
«Continueremo a fare politica dal basso – hanno detto i ragazzi cinque mesi fa durante una conferenza-stampa – ad usare la piazza contro le destre estreme. Tornasse Salvini ripeteremo esattamente quello che abbiamo fatto il 25 aprile scorso. Siamo attivi da 17 anni qui a Reggio con progetti sociali e di educazione, la manifestazione è da sempre un nostro strumento di lotta, garantito dalla Costituzione. Le misure cautelari? Eccessive, sproporzionate, intempestive che limitano la libertà personale di un individuo, ma poteva andarci anche peggio – avevano concluso gli esponenti di Aq16– dal momento che il pubblico ministero ha chiesto gli arresti domiciliari».
ll 25 aprile scorso – giornata in cui si festeggiava per le vie della città l'anniversario della Liberazione di Reggio dalle truppe nazifasciste – Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, aveva deciso di tenere un comizio all'Hotel Posta, nel cuore della città, in occasione della presentazione della lista del suo partito alle elezioni amministrative.
Una provocazione: così la intese il Centro sociale che scese in piazza con un nutrito corteo, formato da diverse sigle, rompendo però il divieto di sfilare in una "red zone", creata ad hoc dalle forze dell'ordine proprio per evitare lo scontro con i militanti del Carroccio. Ne nacquero tafferugli fra centri sociali e polizia – tre gli agenti feriti, con prognosi rispettivamente di 40, 10 e 5 giorni secondo i referti agli atti – e da lì scattarono poi le denunce.
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