Sospette tangenti alla Lega Nord, indagini su Coopsette a Torino
La cooperativa, dopo aver ottenuto la commessa, avrebbe versato 50mila euro insieme agli altri vincitori a un'associazione sportiva di Bra che organizza il tour della Padania. Perquisizioni anche a Unieco
TORINO. Un finanziamento illecito alla Lega Nord, passato attraverso la sponsorizzazione a un'associazione sportiva. E' l'ipotesi di reato su cui lavora la procura di Torino nell'ambito dell'inchiesta sulla costruzione del grattacielo che ospiterà la sede della Regione Piemonte: e il sospetto è che la cooperativa Coopsette di Castelnovo Sotto, una delle società che ha vinto l'appalto per la costruzione dell'edificio, poco dopo aver ottenuto la commessa abbia versato 25mila euro all'associazione sportiva Bra che, fra le altre cose, organizza il tour ciclistico della Padania.
Si parla di 50mila euro pagati - 25mila euro appannaggio di Coopsette, il resta dalle aziende dell'Ati - pochi giorni dopo la firma del contratto definitivo e versati per diversi altri anni alla società, che aveva il conto corrente nell'agenzia bancaria del Senato, anche quando il tour ciclistico non esisteva già più.
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Gli uomini della guardia di finanza di Torino, hanno perquisito nuovamente gli uffici del grattacielo di Massimiliano Fuksas, oltre alle sedi di Coopsette e delle società collegate nell'associazione temporanea di imprese che lavora alla costruzione, e all'associazione sportiva di Bra, che si chiama non a caso "Monviso Venezia", sospettata di aver fatto da tramite per il finanziamento al partito.
Sugli sviluppi delle indagini, il procuratore di Torino Armando Spataro ha diffuso un comunicato, rilanciato dalla agenzia Ansa, su cui si legge: "Nell'ambito delle indagini sulla costruzione del nuovo Palazzo della Regione, sono emersi elementi indiziari di un'ipotesi di finanziamento illecito ad un partito politico, che sarebbe stato effettuato sotto forma di sponsorizzazione di attività sportive. Sono state eseguite nel corso della mattinata odierna, pertanto, diverse perquisizioni ad opera di personale della guardia di finanza di Torino (nucleo di polizia tributaria), delegato da questa procura della Repubblica. Le indagini continueranno con l'esame della documentazione rinvenuta e quant'altro reputato necessario ai fini delle successive determinazioni di questo ufficio".
L'indagine, coordinata dai pm Giancarlo Avenati Bassi e Stefano Demontis e dall'aggiunto Andrea Beconi, era partita da presunte irregolarità nelle procedure per appalti e subappalti nella costruzione del nuovo grattacielo che aveva portato all'iscrizione nel registro degli indagati di sei persone, tra cui alcuni funzionari regionali, per turbativa d'asta e corruzione.
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