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«Infiltrazioni mafiose, annulliamo la gita a Brescello»

«Infiltrazioni mafiose, annulliamo la gita a Brescello»

Un consigliere comunale di Villanterio (Pavia): «Non vogliamo portare soldi in quel paese»

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BRESCELLO. «Vogliamo dare un segnale forte e rinunciare alla gita a Brescello, non vogliamo portare soldi in quel centro». A distanza di alcuni mesi dal "bubbone" scoppiato in paese sulle dichiarazioni del sindaco Coffrini su Grande Aracri, e a seguito degli sviluppi dell'inchiesta Aemilia, arriva una singolare presa di posizione da Villanterio, in provincia di Pavia, dove il consigliere comunale (con delega alle attività della biblioteca) Diego Di Sopra ha proposto di boicottare la gita prevista il 10 maggio con destinazione Brescello, dove la comitiva pavese dovrebbe visitare i musei legati a Guareschi, don Camillo e Peppone.

Lo spunto è stato fornito dall'ultima puntata di “Servizio Pubblico”, in onda la scorsa settimana su La7, nel corso della quale è stato proposto un servizio di 5 minuti sulle vicende brescellesi. «Credo che una biblioteca comunale – ha spiegato Di Sopra – dovrebbe dare l'esempio e rinunciare alla gita; non è sostenendo che la mafia al Nord non esiste che si possono risolvere i problemi. Un segnale potrebbe essere quello di non portare i nostri soldi in questi luoghi».

Quella che potrebbe essere una piacevole giornata di cultura e buona gastronomia per giovani e anziani, dunque, potrebbe non avere luogo: il consigliere comunale di Villanterio ha portato la sua proposta in commissione e nei prossimi giorni verrà presa una decisione in merito, anche perché sono state già raccolte alcune prenotazioni.

Da Brescello la replica giunge dalla presidente della fondazione "Paese di Don Camillo e Peppone" (che si occupa della promozione dei luoghi che fecero da set per i celebri film) Elena Benassi, peraltro insediata nel ruolo da poco più di un mese.

«E' una vicenda che dispiace e indispettisce perché non è giusto che un paese e tutti i suoi volontari, assieme alla nostra fondazione che si preoccupa di migliorare l'accoglienza dei turisti, venga etichettato in questo modo e trattato alla stregua di una realtà criminale. Auspico che questo consigliere possa cambiare idea e, anzi, invitiamo questo gruppo a venire a toccare con mano l'impegno del mondo del volontariato, costituito da persone di ogni età, e l'amore verso un certo tipo di storia. Chi arriva a Brescello resta colpito non soltanto dai ricordi guareschiani, ma anche dall'importanza dei reperti del museo archeologico e dall'atmosfera da "mondo piccolo" che ancora si respira».

La fondazione è attiva dal 2010 ed è nata per mettere "in rete" i tre musei brescellesi. Nel 2014 a Brescello sono approdati oltre 35mila turisti, con un picco di 41mila nel 2011.

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