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L'azzardo e le famiglie nel dramma

Vanna Iori
L'azzardo e le famiglie nel dramma

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Aleksej Ivanovic, precettore presso un’importante famiglia russa, aveva il vizio di giocare alla roulette, scommettendo il denaro che aveva a disposizione. La sua ossessione lo portò a perdere l'amore e a rovinare la sua esistenza. Questo personaggio di Fedor Dostoevskij incarna il ritratto del giocatore compulsivo" ingabbiato nella trappola della dipendenza progressiva, fino alla perdita del controllo e all'incapacità di resistere all'impulso di giocare che lo spinge alla ricerca continua di denaro.

Tanto si parla, giustamente, dei rischi per la salute psichica, della prevenzione, particolarmente per i più giovani, delle terapie di recupero. Ma l’illusione di una facile vincita che possa cambiare la vita, espressione di una società fondata sul vincere, sull’emergere e sull’osare, diventa un’ossessione che mina e infetta le relazioni, divenendo un disgregante corrosivo innanzitutto per le relazioni familiari.

Il giocatore patologico mente sempre, nega l'evidenza, talvolta diventa violento verso i suoi cari, prosciuga i risparmi sul conto corrente, vende l’auto, ipoteca la casa, giunge a rubare le paghette dei figli, preleva denaro dal luogo di lavoro, chiede prestiti ai colleghi, distrugge le amicizie e la sua carriera professionale, fino a perdere il lavoro, a chiedere prestiti a strozzini o associazioni mafiose. Sempre spinto dall'illusione di quella vincita miracolosa che lo risolleverà. E infine, non di rado, giunge a suicidarsi credendo con ciò di liberare tutti, mentre in realtà lascia tutti nella rovina.

Eppure, benché sia drammatico, il problema dei famigliari non esiste come oggetto di normativa specifica. Per questo ho presentato in Parlamento la proposta di legge "Disposizioni a sostegno e tutela dei familiari delle persone affette da dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, perché, oltre al trattamento psicologico e rieducativo, è indispensabile un aiuto sul piano legale ed economico per i famigliari che sono le prime vittime.

È indispensabile agire unitariamente su più fronti per i famigliari coinvolti in queste dolorose esperienze. Il primo livello di intervento deve essere quello dell’informazione e del sostegno terapeutico, tramite gruppi di auto-mutuo-aiuto, per salvare le relazioni. Il secondo deve essere volto a tutelare il salario e il patrimonio immobiliare ed economico-finanziario della famiglia, spesso i risparmi di una vita, istituendo anche un numero verde al quale rispondano avvocati, esperti economici e altro personale opportunamente formato per fornire alle famiglie disperate indicazioni sia sulle strutture terapeutiche sia su come gestire i debiti accumulati, a chi rivolgersi, cosa si può salvare.

Un ruolo importante può essere svolto dalle banche (alcune sono già impegnate nel contrasto e nella prevenzione) che per prime sono in grado di individuare operazioni anomale, per esempio vedendo dilapidare lo stipendio in pochi giorni, e possono chiedere un colloquio con il cliente o i suoi famigliari o togliere la liquidità ai malati di slot, poker online e grata e vinci.

Per affrontare le conseguenze legali della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico che ricadono sui famigliari, a seconda della gravità del caso, si può arrivare all’inabilitazione o all’interdizione, ma è possibile anche la nomina di un “amministratore di sostegno”, una nuova figura di aiuto che, attraverso un sostegno non invasivo, rispettoso della dignità della persona, modulabile sulle specifiche esigenze diversificate, può essere la salvezza di un’intera famiglia, dei legami affettivi e delle condizioni economiche.

Portare avanti questa lotta non è solo sconfiggere una patologia del singolo ma salvare le sue relazioni primarie, contrastare l'aumento del gioco d’azzardo patologico e combattere il sistema che lo sostiene.

parlamentare Pd

 

 

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