Lusetti e Alessandri ai ferri corti in aula
Diffamazione. L’ex deputato: «Racconta solo fandonie». L’ex segretario: «Espulso per farmi tacere»
REGGIO EMILIA. Ironia del destino, c’è un processo che si sta concludendo ed ha come protagonisti esponenti, allora di punta, del Carroccio: sul “piatto” sempre i “veleni” in salsa leghista.
La vicenda processuale risale alla fine del 2010. Stiamo parlando del 41enne Marco Lusetti (della segreteria amministrativa federale del Caroccio e vicesindaco di Guastalla finché non fu espulso dal partito e adesso lavora come consulente per le aziende per progetti europei) che è sotto processo perché avrebbe diffamato sia Angelo Alessandri (ai tempi uno dei big del partito come deputato e segretario della Lega Nord Emilia) e Maurizio Parma (a quell'epoca consigliere regionale). L'accusa di diffamazione ruota attorno ad una conferenza-stampa organizzata da Lusetti a fine 2010, in cui aveva diffuso il contenuto di una telefonata che aveva registrato fra lui e Alessandri per dimostrare che l'allora onorevole volesse "coprire" una storia di rimborsi-spese gonfiati se non fasulli riferibili a Parma. Rimborsi-spese - complessivamente per quasi 8mila euro - che secondo Lusetti nascondevano altro.
In aula Lusetti ha replicato seccamente all’accusa: ««L'utilizzo di quei fondi deve essere per rimborsi di attività inerenti al mandato istituzionale,Alessandri sapeva ma congelò la questione». Gli è stato chiesto conto anche della telefonata che registrò tra lui e l'ex segretario. «Si capisce da quel dialogo che aveva parlato con Roberto Calderoli, a cui io avevo chiesto un incontro. Alessandri mi disse: non apriamo questo libro». Lusetti portò comunque l'attenzione ai vertici della Lega Nord. «Ebbi un incontro di sei ore sulla spiaggia di Alassio con Umberto Bossi e gli spiegai la situazione. Era preoccupato dalla gestione di Alessandri, che non intervenne per ottenere chiarezza. Mi disse che avrebbe fatto commissariare la Lega in Emilia da Rosi Mauro e che mi avrebbero ridato la tessera». Il commissariamento in effetti avvenne. «Feci anche un esposto alla procura di Reggio. Qui è stato aperto un fascicolo, come a Milano e a Bologna per competenza». «Sono tutte fandonie – ha detto, invece, in udienza Alessandri - perché riunii il direttivo e Lusetti non presentò mai nessun documento che dimostrasse quanto diceva. Allora era il mio vice e non capivo perché andasse a parlare con i vertici della Lega Nord a Milano e che volesse incontrare il senatore Calderoli, senza però dirmi nulla. Un mio sottoposto che mi scavalcava. Poi ho capito che voleva screditarci tutti, tramite la stampa, per creare una sua forza politica, un suo percorso ad esclusivo suo vantaggio. Ma ha sbagliato obiettivo e sono contento d'averlo espulso». (t.s.)
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