Mafie, sequestri nel cantiere Orion
’Ndrangheta, i Fitoia lavoravano con la coop (ora Siteco) e Unieco
REGGIO EMILIA. La Direzione investigativa antimafia di Genova ha sequestrato alcuni mezzi di una ditta in odore di mafia da un cantiere nella città ligure della Siteco di Reggiolo (ex Cmr), lavori ereditati dall’ormai ex Orion, coop edile di Cavriago, perché appartenenti a ditte dietro le quali operavano i fratelli Fotia, ritenuti vicine alle ’ndrine liguri e a quelle calabresi di Africo. La Dia, in collaborazione con personale della Polizia di Stato di Savona, ha eseguito negli ultimi due giorni un sequestro preventivo di beni aziendali del valore di circa 10 milioni di euro, riconducibili ai fratelli Pietro, Francesco e Donato Fotia e nei confronti di Giuseppe Criaco e Remo Casanova. Il provvedimento riguarda tre imprese impegnate nella realizzazione di appalti pubblici, opere edili e movimento terra. Gli indagati sono accusati del delitto di intestazione fittizia di beni e ritenuti contigui a clan di ’ndrangheta. Il provvedimento riguarda tre imprese, Scavoter, Pdf e Seleni, impegnate nella realizzazione di appalti pubblici, opere edili e movimento terra. Gli indagati sono accusati del delitto di intestazione fittizia di beni. Scavoter e Pdf furono colpite da interdittiva antimafia nel 2012: una poi stracciata dal Tar della Liguria, un’altra confermata da quello della Lombardia. Per aggirare i provvedimenti, i Fotia avrebbero messe dei prestanome in altre società continuando alcuni appalti. Tra questi c’è quello assegnato nel 2008 alla Sviluppo Genova, che affidò al consorzio CCC i lavori passati poi alla Orion, che dopo il concordato confluì in Siteco. Le indagini portarono nel 2013 all’individuazione nel cantiere Siteco di un mezzo impegnato negli scavi che aveva la scritta Fotia Group. Fabio Magistrini, direttore del cantiere di Siteco, confermò agli investigatori di aver incontrato negli uffici locali di Orion Calcagno e Donato Fotia insieme a Remo Casanova. Nell’ottobre del 2013 ci fu anche un incontro a Reggio e uno con Massimo Tirabassi, ex presidente Orion. La Scavoter partecitò anche ai lavori a Savona della ex Metalmetron affidati a Unieco. Le coop reggiane, bisogna precisare, sono estranee ai fatti contestati. Bosi (Siteco): «La Pdf aveva tutte le carte in regola. Ma non abbasseremo la guardia». (e.l.t.)
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