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Tangenti alla Lega, si indaga su Coopsette

di Enrico Lorenzo Tidona
Tangenti alla Lega, si indaga su Coopsette

Torino, guai per i lavori del grattacielo. Al centro la sponsorizzazione a una gara ciclistica. Perquisizioni anche a Unieco

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REGGIO EMILIA. Dietro a una sponsorizzazione sportiva c’era un finanziamento illecito alla Lega Nord. È questa l’ipotesi di reato formulata nei confronti della Coopsette di Castelnovo dalla procura di Torino. Si tratta di una costola dell’inchiesta sulla costruzione del grattacielo destinato a ospitare gli uffici della Regione Piemonte, che vede già indagate sei persone per turbativa d’asta, tra cui due dipendenti della coop edile.

Ora nel mirino degli inquirenti ci sono 50mila euro versati dalle aziende vincitrici dell’appalto - capofila Coopsette, che versò 25mila euro - alla società di Bra (Cuneo) che organizzava il Giro ciclistico della Padania. Per dare seguito alle indagini, la procura ha disposto una decina di perquisizioni effettuate ieri mattina dalla Guardia di Finanza anche nella sede reggiana di Coopsette, di cui un dirigente sarebbe ora indagato per la presunta tangente. Le fiamme gialle si sono recate anche nella sede reggiana di Unieco, presente nell’Ati e co-sponsor della gara.

I fatti risalgono al 2011, anno nel quale la coop ha sponsorizzato l’evento ciclistico nato sotto l’egida del Carroccio. Una fatto già noto alle cronache, che alzò un polverone politico perché la coop rossa - insieme a Unieco - aveva sostenuto un evento in favore della Lega. L’appalto da 262 milioni di euro era stato affidato quando la giunta regionale del Piemonte era guidata del leghista Roberto Cota: l’associazione temporanea d’impresa guidata da Coopsette firmò il contratto definitivo e pochi giorni dopo, il 6 settembre, parte la sovvenzione alla «Monviso-Venezia», associazione sportiva dilettantistica (con conto bancario in uno sportello al Senato) presieduta da Michele Davico, esponente leghista, già sottosegretario all’Interno in uno degli esecutivi Berlusconi, sceso dal Carroccio nel 2013 con coda di polemiche e oggi parlamentare di Gal.

L'inchiesta già nota sul grattacielo disegnato dall’archistar Massimiliano Fuksas, finora si concentrava su un'ipotesi di turbativa d'asta: a febbraio erano stati spiccati avvisi di garanzia per imprenditori e funzionari regionali. Gli inquirenti ritengono che il progetto sia stato modificato (ufficialmente nel dicembre del 2013, sottobanco parecchio tempo prima) per fare avere un incarico in subappalto alla ditta del marito di una funzionaria regionale. I pm torinesi, come hanno scritto in un documento trasmesso al tribunale del riesame, ritengono inoltre che la variante abbia permesso a Coopsette di abbattere i costi e così creare una provvista per le tangenti. Cota, ieri, è andato su tutte le furie: «Si cerca di tirare in ballo la Lega quando fu la sola forza contraria all'iniziativa». I senatori Cinque stelle sparano a zero invece sull’intreccio tra il Carroccio e le coop rosse. Perquisizioni anche nelle altre aziende dell’Ati che hanno sponsorizzato in quota minore la gara ciclistica: si tratta di Muratori e Braccianti di Carpi, De Ga di Torino, Idrotermica di Forlì, Kopa Engineering di Torino, all’Ascom di Bra e alla Monviso-Venezia.

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