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«Un’eccellenza tutta reggiana»

«Un’eccellenza tutta reggiana»

Durchfeld (Istoreco): «Sedici anni di successi grazie alla collaborazione con scuole e territorio»

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«Un viaggio per certi versi unico, nato a Reggio e che solo qui poteva nascere». Tempo di bilanci per l’edizione 2015 del Viaggio della Memoria di Istoreco, che nelle scorse tre settimane ha condotto oltre 1.100 persone, in gran parte studenti delle scuole superiori di tutta la provincia, in Polonia, nei principali luoghi-simbolo della dominazione e dello sterminio nazista: il campo di Auschwitz e il centro di sterminio di Birkenau, oltre alla splendida città di Cracovia.

Un’esperienza che nel 2015 festeggia il sedicesimo compleanno e quasi le undicimila persone coinvolte in totale. Cifre non da poco, senza paragoni in Italia per la capacità di coinvolgere pienamente le scuole e la città.

Non a caso un progetto nato a Reggio, sottolinea il coordinatore Matthias Durchfeld di Istoreco. «Un Viaggio della Memoria come quello reggiana può solo funzionare, perché cresciuto in anni di collaborazione fra Istoreco e le scuole, e in collaborazione con un gruppo di colleghi, insegnanti, amministratori, creativi, giornalisti, genitori. E' un grande valore per tutta la città, ma è anche nato da questa città e dalla sua storia».

E poi sempre coltivato con cura: le risposte dei reggiani, in termini di visibilità e interesse, sono alti. Come gestire questa preziosa risorsa? «Bisogna lasciare spazio ai cambiamenti all'interno del progetto, non bisogna semplicemente ripetersi tutti gli anni. Il mondo cambia e gli studenti reggiani cambiano. Il Viaggio della Memoria vuole essere una offerta di qualità per le scuole ma per esserlo deve provare nuovi contenuti, nuovi luoghi e nuove forme di comunicazione».

L’obiettivo è sempre quello di coinvolgere al massimo gli studenti, ragazze e ragazzi di 18 anni circa che si trovano di fronte a un violentissimo carico di emozioni e di nozioni. Non sempre facili da digerire e elaborare.

Ma le risposte sono in realtà eccellenti: «Il bilancio è molto buono. Tutte le 45 classi hanno potuto svolgere i loro programmi, i momenti di studio erano davvero tanti e abbiamo potuto offrire luoghi come la città di Tarnow e la foresta delle fucilazioni di Zbylitowska Gora. Tanti studenti hanno discusso, hanno scritto, hanno fotografato e hanno parlato durante la riunione conclusiva a Birkenau, dove hanno detto la loro opinione. Questo è molto importante per me».

Come è importante lavorare per la storia e la memoria, in particolare degli anni cruciali del Novecento, quelli che per molti versi condizionano ancora, e parecchio, il mondo intero.

Un dovere farlo? «Non è che si deve farlo. Per una vita delegata al consumismo e alla sottomissione, forse non serve studiare storia. Conviene però se vuoi capire quali dinamiche sociali ci sono state in passato e quali potrebbero esserci in futuro. Di una vita consapevole e libera fa parte anche la conoscenza della propria storia», conclude Durchfeld.

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