Gazzetta di Reggio

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Una sala del commiato al cimitero

Scandiano: costerà 70mila euro e potrà ospitare cerimonie multireligiose

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SCANDIANO. Arriva una sala del commiato nel cimitero di Scandiano, uno spazio idoneo per ospitare cerimonie funebri.

Il camposanto del paese capoluogo avrà a breve una sala del commiato, dopo un intervento di ristrutturazione e di recupero di strutture già presenti in corso in questi giorni.

I lavori, costati 70mila euro complessivi, hanno riguardato il corpo centrale della corte nuova, dietro la cappella del cimitero, con accesso dal portico di passaggio tra le due corti.

Qui è stata ricavata la sala, unendo due vani esistenti per creare un’area unica, di circa 35 metri quadrati di spazio, in grado di ospitare sino a trenta persone.

«L’intervento si colloca all’interno del progetto che prevede la generale ristrutturazione dell’edificio centrale che ospiterà, come ora, anche il locale necrofori e il deposito materiali. L’importo complessivo dei lavori comprende opere edili e di nuova dotazione impiantistica», spiega l’assessore alle Opere Marco Ferri.

«Questo nuovo luogo, pensato come sostituto delle mura domestiche o di altre strutture ospedaliere, è stato ideato e progettato come contenitore del cordoglio per differenti identità culturali e religiose», sottolinea Ferri.

È da considerare una sorta di «spazio di frontiera, dove possano confluire e trovare risposta tutte le fedi religiose e dove parenti e amici del defunto possano viverlo secondo le proprie necessità, anche in ragione dell’avvento di una società multiculturale e sempre più secolarizzata per cui si rendono necessarie soluzioni più adeguate e dignitose».

Un modo per permettere a persone di tutti i credi o atee di salutare gli scomparsi in un luogo consono, in pratica.

Fra l’altro, previsto dalla legge: «La legge regionale 19 del 2004 dell’Emilia Romagna, che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria, prevede che i Comuni promuovano la realizzazione e il funzionamento di strutture (private o pubbliche) nell’ambito delle quali, su istanza dei familiari del defunto, possano tenersi riti per il commiato», ricorda l’assessore. (adr.ar.)

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