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Ammazzò la moglie "troppo occidentale", annullata la sentenza

Ammazzò la moglie "troppo occidentale", annullata la sentenza

Uccise la consorte con 30 martellate. Ora la Cassazione non riconosce l'aggravante della crudeltà, che in appello era valsa una condanna a 30 anni per Mohamed El Ayani

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REGGIO EMILIA  La Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Bologna che aveva confermato la condanna a 30 anni per Mohamed El Ayani, marocchino di 41 anni, imputato per l'omicidio della moglie, Rachida Radi, uccisa a 34 anni con diciassette martellate, il 9 novembre 2011 nella loro casa di Sorbolo Levante di Brescello.

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A scatenare l'ira dell'uomo il fatto che la moglie volesse vivere "all'occidentale" e aveva presentato la richiesta di separazione. Il gip del tribunale di Reggio Emilia aveva condannato El Ayani a 30 anni in abbreviato, riconoscendo le attenuanti generiche subvalenti alle due aggravanti, ovvero il fatto di aver commesso il delitto nei confronti della moglie e quella della crudeltà.

Elemento, questo, che è sempre stato contestato dal difensore del marocchino, l'avvocato Domenico Noris Bucchi, del foro di Reggio Emilia.

La Corte d'Assise d'Appello, nell'ottobre 2013, aveva però confermato la condanna. Ieri la Cassazione ha, invece, cancellato il procedimento accogliendo quanto fatto rilevare nella sua difesa dall'avvocato Bucchi, che ha sostenuto come il numero di colpi inferti alla vittima non sia determinante per stabilire che abbia agito per crudeltà; potrebbero, per la difesa, anche essere dettati dall'impeto e dalla volontà di uccidere la donna. Ora il processo torna in Corte d'Assise d'Appello.

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