Fuga dalla Provincia Dolci e Capuano vanno in Regione
Nuovi incarichi: Palazzo Allende perde i due storici dirigenti Dolci lascia anche il posto affidatole da Malavasi a Correggio
REGGIO EMILIA. La diaspora è cominciata già da tempo. E dopo la riforma che mette in bilico il futuro della Provincia di Reggio, alcuni dipendenti avevano già cercato un posto in altre amministrazioni per poter sfuggire alla riorganizzazione dell’ente. A partire, ora, sono però due dirigenti storici di Palazzo Allende, Lorendana Dolci e Francesco Capuano, che diventeranno dipendenti della Regione Emilia-Romagna. Stesso inquadramento ma un contratto in mobilità a tempo indeterminato per un ente che vivrà ancora a lungo, senza la spada di Damocle di una riforma che taglierà funzioni e posti di lavoro.
Dolci - già un passato come assessore in comune a Reggio e ora dirigente in Provincia del servizio lavoro e formazione - si è classificata in cima alla graduatoria nel concorso per dirigente pubblicato dall’azienda regionale per il diritto agli studi superiori (Er.Go). Un concorso che ha vinto e al quale aveva partecipato prima di essere assegnata nel novembre 2014 come dirigente anche del comune di Correggio. Un incarico, quest’ultimo, conferitole dal sindaco Ilenia Malavasi, che dovrà trovare ora un rimpiazzo e che, c’è da credere, non sarà rimasta contenta delle decisione di Dolci. Il doppio incarico tra Provincia e Correggio sembrava aver offerto una stabilità alla dirigente, alla quale la Regione riconoscerà lo stesso stipendio percepito da Palazzo Allende, circa 80mila euro l’anno.
Si tratta di un trasferimento in mobilità, percorso che permette ai dipendenti pubblici di assumere nuovi incarichi all’interno della macchina amministrativa. Stessa sorte per Capuano, dirigente del servizio Sviluppo economico, Agricoltura e Promozione del Territorio, delega anche questa che dovrà fare i conti con i tagli draconiani previsti dalla riforma della Provincia. Il dirigente diventerà dipendente della Regione a partire dal prossimo aprile. Sarà responsabile del servizio tecnico dei bacini affluenti del Po, bandito dalla Regione e che lo ha visto posizionarsi al primo posto nella graduatoria con ampio margine sugli altri sei candidati che avevano presentato domanda.
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