«L’uxoricida non ha malattie mentali»
Scandiano: l’esito della perizia psichiatrica aggrava la posizione di Manzotti. In Polonia si sta chiudendo l’inchiesta
SCANDIANO. Fermo Manzotti era capace d’intendere e di volere quando il 18 giugno scorso ha ammazzato – nei pressi di Chmielowie, nel sud della Polonia – la moglie 32enne Teresa Misa davanti agli occhi del figlio di 4 anni.
E’ l’esito della perizia psichiatrica richiesta dalla procura polacca e che aggrava la posizione giudiziaria dell’artigiano 47enne di Arceto, da quel terribile giorno in carcere.
E da quanto “rimbalza” dalla Polonia, sarebbero ormai anche in dirittura d’arrivo le indagini, da qui la possibilità che entro marzo si arrivi alla richiesta di rinvio a giudizio.
Sulla possibilità che Manzotti sia mentalmente malato la difesa (il 47enne è assistito dall’avvocato Noris Bucchi) non demorde, anche alla luce della documentazione medica raccolta, quindi è probabile che nel futuro processo venga chiesta al giudice una perizia psichiatrica super partes, con la possibilità di nominare un proprio consulente che segua il delicato accertamento.
Una malattia mentale a cui i familiari della vittima non hanno mai creduto, a partire da Aldona Misa che da sempre parla esplicitamente di omicidio premeditato: «Fermo Manzotti pazzo? Macché, è lucidissimo. Ha ucciso mia sorella preparando tutto almeno una settimana prima, quando ha comprato un coltello adatto. Lui aveva cominciato ad avvelenarla poco a poco. Poi la minacciava, come può testimoniare anche la figlia grande. Una settimana prima del delitto - conclude - aveva comprato un coltello molto affilato, adatto per quello che voleva fare e che aveva minacciato di fare in passato. Lui aveva paura di essere lasciato da mia sorella e le diceva: se lo fai, ti taglio la gola. La difesa di Fermo punta sull'infermità mentale? Macché infermità. E' mentalmente sano e lucido. Se fosse stato malato, non avrebbe organizzato tutto prima ».
Secondo la legge polacca – che prevede tre gradi di giudizio – Manzotti rischia da un minimo di 12 anni fino all'ergastolo per l'accusa di omicidio volontario aggravato dall'estrema crudeltà.
La coppia si era conosciuta 11 anni fa: lei faceva la barista a Sabbio e lui l'artigiano nel settore del montaggio di serramenti e infissi. Teresa si era poi presa cura, come badante, del padre di Fermo. Il delitto è avvenuto in Polonia: quel giorno lui accompagna in auto al lavoro la moglie e con loro c'è anche il figlio di 4 anni: nasce una discussione e per gli inquirenti il marito colpisce la moglie con un coltello, arrivando quasi a decapitarla.
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