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Ondata di furti, cresce la paura tra la gente

Martina Riccò
Ondata di furti, cresce la paura tra la gente

La rabbia dei cittadini: «Case, garage, bar, auto e negozi, non si salva nessuno»

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MONTECCHIO (REGGIO EMILIA). Paura. Indignazione. Rabbia. È questo ciò che sentono gli abitanti della Val d’Enza, continuo bersaglio di ladri e malviventi. Oltre a vedere violate le proprie case e a dover rinunciare a soldi e oggetti guadagnati con il sudore della fronte, infatti, i cittadini sanno di poter fare poco per opporsi a questa ondata di furti che sta distruggendo la loro vita.

I ladri non si fermano davanti a niente, saccheggiano tutto (negli ultimi mesi sono stati rubati furgoni, auto da rally e da corsa, borsette, gioielli, cibo e bevande, soldi, merce esposta nei negozi, benzina) e ovunque (dalle abitazioni ai bar, dai distributori ai centri commerciali, dai parcheggi ai parchi). Solo nelle ultime settimane sono state “visitate” tre case a Montecchio (una in pieno centro, un’altra in via Calerno e l’ultima in zona suore Doroteee, vicino a via Costa) e una a Sant’Ilario. Senza considerare le spaccate nei bar e nei negozi, ormai all’ordine del giorno.

E se un tempo si diceva che “La notte è fatta per i ladri e per gli amanti”, ora il proverbio – almeno per i primi – è da rivedere. I malviventi, che agiscono spesso in gruppi di tre-quattro persone, colpiscono ormai anche di giorno. Martedì pomeriggio, per esempio, un furgone posteggiato nel parcheggio della Coop di Montecchio è stato svuotato di tutti gli attrezzi da lavoro che conteneva, mentre al Famila di Sant’Ilario i ladri sono fuggiti con un borsone pieno di superalcolici.

E, sempre in piena luce, c’è stato anche chi ha sfondato il vetro di un’auto parcheggiata in centro a Calerno per rubare la borsetta e la giacca che vi erano dentro. La proprietaria – che ha poi trovato capospalla e borsa, premurosamente ripulite, nel cortile di un’azienda che si trova sotto il cavalcavia di Campegine, dove erano state lanciate dai ladri in fuga – era andata da un’amica per un saluto veloce, allontanandosi dall’auto per non più di cinque minuti.

E se nemmeno le telecamere di videosorveglianza o le persone di passaggio riescono più a contenere la furia di questi predoni, ai cittadini non resta che pensare a soluzioni alternative. Da tempo, infatti, sui social network rimbalza la proposta di organizzare ronde e turni di guardia. «Siamo arrivati a un punto di non ritorno», dice qualcuno. «Ormai ci siamo trasformati in un supermercato per ladri», aggiunge qualcun altro. E mentre c’è chi pensa di costituire un comitato di sicurezza che si occupi di segnalare le situazioni sospette e tenere d’occhio il territorio, la paura cresce.

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