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Parcheggio ex Gasometro: due piani restano chiusi

di Chiara Cabassa
Parcheggio ex Gasometro: due piani restano chiusi

La protesta di chi fa l'abbonamento e non trova posti liberi nell'unico piano aperto. Stefano Veroni di Til: "Niente lamentele, l'affluenza è sempre stata piuttosto scarsa"

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REGGIO EMILIA. Lo strano parcheggio. Dove è utilizzato un piano su quattro, il primo. Quello interrato, il secondo è il terzo sono infatti off limits. Sul tetto, i mezzi elettrici della Til. E qualche buontempone che, ogni tanto, si diverte a usare questo spiazzo per esibirsi improbabili testa a coda. E’ il parcheggio ex-Gasometro, in via Fanti, che nel novembre scorso è stato per l’ennesima volta bonificato. Muri ripuliti, locali disinfettati, bivacchi sgomberati, intrusi allontanati. In una parola, degrado e insicurezza non abitano più. Ma neppure le automobili. Perché chi si aspettava che i lavori di bonifica fossero preliminari all’apertura di tutti i piani del parcheggio, si sbagliava. A quattro mesi di distanza tutto è fermo. Con la prospettiva che questa sia la soluzione definitiva.
 
«In realtà - spiega Stefano Veroni, il dipendente di Til responsabile della sosta - non abbiamo ricevuto lamentele in questo senso. La verità è che l’affluenza all’ex-Gasometro è sempre stata piuttosto scarsa, a prescindere dalle operazioni di bonifica. Abbiamo fatto recentemente dei sopralluoghi: il piano terra, quello ad ora utilizzabile, alla mattina presto è usato al 20% rispetto alla sua capienza, si ha un picco tra le 10 e le 13, e nel pomeriggio si vuota di nuovo. Non avrebbe quindi senso aprire altri piani». E per chi, nel caso, non trovasse parcheggio all’ex-Gasometro, c’è una soluzione bis: «Gli abbonati che non trovassero posto - aggiunge Veroni - hanno diritto a sostare all’aperto negli stalli blu a pagamento nelle aree limitrofe in via Fanti e in via del Verme. In tutto ci sono circa 300 posti a disposizione. E gli abbonati al parcheggio dell’ex-Gasometro sono molti meno».
 
Nel novembre scorso, interpellato sullo stesso argomento, il Comune aveva spiegato che «per aprire gli altri tre piani si dovrebbe istituire un servizio di vigilanza che costerebbe 120mila euro, una cifra cinque volte superiore a quella che si ricava attualmente dai circa cento abbonamenti e dai biglietti singoli, che riempiono soltanto uno dei quattro piani. La società Til, che ha in gestione la struttura. Sta studiando un miglioramento del servizio che, aumentando il livello di sicurezza, potrebbe consentirne la riapertura completa».
Siamo a marzo ma, a quanto pare, Til non ha alcuna intenzione di andare oltre l’esistente. E, sempre secondo il responsabile della sosta Stefano Veroni, non è una questione di costi. «Semplicemente - ribadisce - non c’è quella richiesta di posti auto che potrebbe spingerci a rendere fruibili anche gli altri piani attualmente non utilizzabili».
 
D’altra parte, è altrettanto vero che puntualmente, dopo diverse bonifiche messe in atto all’ex-Gasometro in questi anni, il parcheggio era tornato ad essere zona di degrado.
«E il degrado - sottolinea Veroni - così come l’insicurezza si concentravano sulle scale che portano da un piano all’altro. A questo punto è chiaro che l’unico modo per garantire l’assoluta sicurezza in quel parcheggio è chiudere i passaggi e non rendere utilizzabili i piani a rischio. Tanto più, ripeto, che la richiesta di ulteriori posti auto non ci è al momento pervenuta. Dovesse accadere decideremo come procedere».
 
Resta il fatto che una struttura così capiente come il parcheggio ex-Gasometro, e a ridosso del centro storico, è ora accessibile per un quarto delle sue possibilità (90 posti utilizzabili su un totale di 350 potenziali stalli).
Mentre in piazza della Vittoria si continua a scavare per realizzare il park sotterraneo. Una scommessa, quella dell’ex-Gasometro, vinta sul piano della sicurezza. Ma non su quello più ampio dell’opportunità di un investimento che, ad oggi, non pare avere risposto alle aspettative.
 

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