Inchiesta sui rimborsi, anche la stangata del fisco ai leghisti indagati
Sanzioni per mancata dichiarazione dei pagamenti. Vinci: «È tutto regolare, proveremo l’innocenza dei nostri tesserati»
REGGIO EMILIA. Non c’è solo l’inchiesta penale avviata dalla Procura di Reggio Emilia a mettere in subbuglio gli animi dei 48 militanti ed ex tesserati della Lega Nord finiti al centro delle indagini per appropriazione indebita aggravata relativa a centinaia di rimborsi ottenuti dal Carroccio di Reggio Emilia tra il 2009 e il 2012. I flussi di cassa - in totale 250mila euro - usciti dalla sede reggiana - che controlla l’intera sezione emiliana - sono stati contestati anche sotto il profilo fiscale dall’Agenzia delle Entrate, che ha inviato accertamenti agli indagati chiedendo il pagamento di una sanzione.
VIDEO: Reggio Emilia, indagati 48 leghisti per rimborsi facili http://t.co/rFxmBE9pnT
— Sky TG24 (@SkyTG24) 11 Marzo 2015REDDITI EVASI. Si tratta di “multe” che vanno da poche decine a qualche migliaio di euro per ciascun indagato, costretti a pagare e in alcuni a chiedere la rateizzazione della sanzione. Secondo quanto riportato, il fisco equipara infatti i rimborsi ottenuti dai militanti a un’entrata vera e propria, da inserire quindi nella dichiarazione dei redditi a fine anno perché non giustificata dalle pezze d’appoggio risultate incomplete e al centro ora dell’inchiesta penale. Il fisco si è mosso nei mesi scorsi su indicazione della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che ha comunicato gli importi dei rimborsi che, secondo l’accusa, sarebbero stati pagati ai militanti e ad alcuni leader del movimento, con pezze giustificative incomplete, alle volte inesistenti o prive di riferimenti diretti alla Lega Nord.
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I LEADER. Nella lista degli indagati ci sono alcuni nomi di punta: l’ex segretario della Nazione Emilia Angelo Alessandri, l’impiegata della sede Nadia Dagrada, l’ex segretario comunale Giacomo Giovannini (per lui la contestazione è di 300 euro), lo storico responsabile amministrativo della Lega Emilia Gianfranco Barigazzi, l’ex consigliere di circoscrizione Gabriele Fossa (al quale vengono contestate due bollette che aveva anticipato per l’info point elettorale, e degli aperitivi pagati ai militanti). Spunta anche il nome del parlamentare Fabio Raineri (la contestazione per lui è di 3.200 euro quando era presidente della sezione emiliana). Poi ci sono esponenti della Lega di Modena, Piacenza, Ferrara, Parma e Bologna. Senza scordare Marco Lusetti, anche lui indagato nonostante fosse tutto partito da un suo esposto in merito.
IL CONSULENTE. La contestazione più ingente è stata mossa nei confronti di Antonio Vizzicaro, consulente legale della Lega, già nell’orbita del ministero dell’Agricoltura sotto il leghista Luca Zaia. A Vizzicaro sono stati corrisposti 23mila euro, cioè mille euro al mese per tutta la durata della consulenza. A lui il Carroccio di Reggio si rivolgeva per ottenere approfondimenti su materie complesse da presentare poi nei consigli comunali e regionale.
IL NODO TESSERATI. A beneficiare dei rimborsi, va da sè, sono stati principalmente i volontari della Lega. In pratica i tesserati anticipavano le spese per alcuni servizi - trasferte, comizi, camion-vela, tour elettorali - chiedendo poi alla segreteria il relativo rimborso con tanto di scontrini e ricevute. In altri casi venivano pagati con un compenso forfettario, ad esempio 500 euro per chi faceva la staffetta in provincia durante le elezioni. Soldi che sono andati anche ad anziani e studenti aderenti, preoccupati ora per le sorti dell’azione penale.
CONTABILITA’ REGOLARE. «Proveremo l’innocenza di tutti gli indagati» annuncia Gianluca Vinci, segretario della Lega di Reggio e avvocato di una ventina di tesserati. «Il partito sarebbe parte offesa ma non ci costituiremo certo parte civile. Quei soldi erano i nostri e possiamo giustificare ciascun rimborso senza problemi di sorta. Le spese sono tutte registrate e si riferiscono a servizi ben precisi. Spiegheremo tutto al pm».
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