Gazzetta di Reggio

Reggio

L'indagine

Inchiesta sui rimborsi, anche la stangata del fisco ai leghisti indagati

Enrico Lorenzo Tidona
Inchiesta sui rimborsi, anche la stangata del fisco ai leghisti indagati

Sanzioni per mancata dichiarazione dei pagamenti. Vinci: «È tutto regolare, proveremo l’innocenza dei nostri tesserati»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Non c’è solo l’inchiesta penale avviata dalla Procura di Reggio Emilia a mettere in subbuglio gli animi dei 48 militanti ed ex tesserati della Lega Nord finiti al centro delle indagini per appropriazione indebita aggravata relativa a centinaia di rimborsi ottenuti dal Carroccio di Reggio Emilia tra il 2009 e il 2012. I flussi di cassa - in totale 250mila euro - usciti dalla sede reggiana - che controlla l’intera sezione emiliana - sono stati contestati anche sotto il profilo fiscale dall’Agenzia delle Entrate, che ha inviato accertamenti agli indagati chiedendo il pagamento di una sanzione.

REDDITI EVASI. Si tratta di “multe” che vanno da poche decine a qualche migliaio di euro per ciascun indagato, costretti a pagare e in alcuni a chiedere la rateizzazione della sanzione. Secondo quanto riportato, il fisco equipara infatti i rimborsi ottenuti dai militanti a un’entrata vera e propria, da inserire quindi nella dichiarazione dei redditi a fine anno perché non giustificata dalle pezze d’appoggio risultate incomplete e al centro ora dell’inchiesta penale. Il fisco si è mosso nei mesi scorsi su indicazione della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che ha comunicato gli importi dei rimborsi che, secondo l’accusa, sarebbero stati pagati ai militanti e ad alcuni leader del movimento, con pezze giustificative incomplete, alle volte inesistenti o prive di riferimenti diretti alla Lega Nord.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11019169:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/03/10/news/rimborsi-facili-indagati-48-leghisti-reggiani-1.11019169]]

I LEADER. Nella lista degli indagati ci sono alcuni nomi di punta: l’ex segretario della Nazione Emilia Angelo Alessandri, l’impiegata della sede Nadia Dagrada, l’ex segretario comunale Giacomo Giovannini (per lui la contestazione è di 300 euro), lo storico responsabile amministrativo della Lega Emilia Gianfranco Barigazzi, l’ex consigliere di circoscrizione Gabriele Fossa (al quale vengono contestate due bollette che aveva anticipato per l’info point elettorale, e degli aperitivi pagati ai militanti). Spunta anche il nome del parlamentare Fabio Raineri (la contestazione per lui è di 3.200 euro quando era presidente della sezione emiliana). Poi ci sono esponenti della Lega di Modena, Piacenza, Ferrara, Parma e Bologna. Senza scordare Marco Lusetti, anche lui indagato nonostante fosse tutto partito da un suo esposto in merito.

IL CONSULENTE. La contestazione più ingente è stata mossa nei confronti di Antonio Vizzicaro, consulente legale della Lega, già nell’orbita del ministero dell’Agricoltura sotto il leghista Luca Zaia. A Vizzicaro sono stati corrisposti 23mila euro, cioè mille euro al mese per tutta la durata della consulenza. A lui il Carroccio di Reggio si rivolgeva per ottenere approfondimenti su materie complesse da presentare poi nei consigli comunali e regionale.

IL NODO TESSERATI. A beneficiare dei rimborsi, va da sè, sono stati principalmente i volontari della Lega. In pratica i tesserati anticipavano le spese per alcuni servizi - trasferte, comizi, camion-vela, tour elettorali - chiedendo poi alla segreteria il relativo rimborso con tanto di scontrini e ricevute. In altri casi venivano pagati con un compenso forfettario, ad esempio 500 euro per chi faceva la staffetta in provincia durante le elezioni. Soldi che sono andati anche ad anziani e studenti aderenti, preoccupati ora per le sorti dell’azione penale.

CONTABILITA’ REGOLARE. «Proveremo l’innocenza di tutti gli indagati» annuncia Gianluca Vinci, segretario della Lega di Reggio e avvocato di una ventina di tesserati. «Il partito sarebbe parte offesa ma non ci costituiremo certo parte civile. Quei soldi erano i nostri e possiamo giustificare ciascun rimborso senza problemi di sorta. Le spese sono tutte registrate e si riferiscono a servizi ben precisi. Spiegheremo tutto al pm».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google