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«Ammazzò la moglie come Parolisi»

di Tiziano Soresina
«Ammazzò la moglie come Parolisi»

Brescello: anche per El Ayani la Cassazione cancella l’aggravante della crudeltà. Si dovrà rifare il processo in Appello

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BRESCELLO. Mohamed El Ayani come Salvatore Parolisi: entrambi uccisero la moglie e per tutti e due la prima sezione penale della Cassazione ha ritenuto non applicabile l’aggravante della crudeltà, annullando quindi sotto questo profilo la sentenza di secondo grado, il che significa rifare il processo davanti alla Corte d’assise d’appello per rideterminare la pena.

Ovviamente si tratta di due vicende lontanissime fra loro. Il marocchino 41enne divenne nella frazione brescellese di Sorbolo un assassino perché non accettava che la sua donna (la 34enne Rachida Radi) volesse vivere “all’occidentale”, mentre il delitto commesso nel Teramano dal caporalmaggiore dell’Esercito fu dettato da motivi passionali e divenne un caso nazionale per i colpi di scena succedutisi durante le indagini sull’uccisione della moglie Melania Rea. Due uxoricidi però che, inaspettatamente, hanno trovato punti di contatto sul piano giuridico in Cassazione. Sul caso di Parolisi la Suprema Corte si è espressa circa un mese fa e a quella decisione si è rifatto il difensore di El Ayani (cioè l’avvocato Noris Bucchi), sostenendo come il numero di colpi inferti alla vittima (17 martellate) non sia determinante per stabilire che abbia agito per crudeltà, ma fossero dettati dall’impeto e dalla volontà di uccidere la donna. Sempre la difesa ha riportato altre analogie con la cruda vicenda di Parolisi: la presenza di una bambina (ma non c’è la prova che il padre se ne sarebbe accorto), i colpi molto ravvicinati l’uno all’altro (nel caso di El Ayani l’autopsia non chiarito quale sia stato quello letale).

Di diverso avviso il procuratore generale e l’avvocatessa di parte civile Valeria Miari (in rappresentanza dei familiari della vittima e del Comune di Brescello): hanno ritenuto che il nordafricano abbia agito con crudeltà, prima inseguendo la moglie che tentava di fuggire, per poi colpirla ripetutamente quando lei era già a terra.

Tesi accusatoria che non ha fatto breccia e la Cassazione ha cancellato il procedimento di secondo grado in cui El Ayani era stato condannato a trent’anni di carcere, riconoscendo le attenuanti generiche subvalenti alle due aggravanti, ovvero il fatto di aver commesso il delitto nei confronti della moglie e quello della crudeltà. Il nuovo processo in Corte d’assise d’appello dovrà tener conto di questa decisione e si ripartirà dall’accusa di omicidio volontario ma con una sola aggravante, oltre alla riduzione di un terzo di pena prevista dal rito abbreviato. Facile, quindi, prevedere una rideterminazione al ribasso della pena.

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