"Caro parroco, a Pasqua difendi gli agnelli"
Lettera aperta alla diocesi della Lega Anti Vivisezione: "Il 60% degli ovini macellati in Italia, vengono uccisi a Pasqua. Può una tradizione arcaica continuare a perpetuarsi in un annuale sterminio di esseri viventi"
REGGIO EMILIA. Un appello alla Chiesa a risparmiare gli agnelli nelle festività pasquale. E' quanto chiesto dalla Lega antivivisezione, che ha scritto una lettera aperta ai parrocci di Reggio Emilia e provincia, chiedendo loro di celebrare la Pasqua invitando a non mangiare la carne di agnello. Di seguito il testo della lettera.
Caro parroco,
siamo ormai prossimi alla celebrazione della Pasqua, un giorno di rinascita, di festa, di speranza e di salvezza per i credenti. Da secoli le generazioni si tramandano un simbolo per quel giorno, l’agnello, emblema di Gesù Cristo e molte persone ritengono che il consumo di carne di agnello a Pasqua sia una tradizione che affonda le sue radici nella Bibbia.
Noi però vogliamo ricordare le parole pronunciate da Benedetto XVI nell'omelia del Giovedì Santo del 2007, quando disse che Gesù Cristo ha celebrato la Pasqua "senza agnello - no, non senza agnello: in luogo dell'agnello ha donato se stesso, il suo corpo e il suo sangue".
Questo significa che per un cristiano celebrare la Pasqua non vuol dire mangiare l'agnello, ma prendere l'Eucarestia, ossia il corpo e il sangue di Cristo, l'agnello divino che si è sacrificato per la salvezza dell'umanità.
L'uccisione dell'agnello è un rito cruento, in forte contraddizione col concetto di Resurrezione che porta con sé il rinnovamento della fede e della speranza; è un rito non necessario in una società, la nostra, già impregnata di violenza e di morte.
Il 60% degli ovini macellati in Italia, vengono uccisi nel periodo di Pasqua: circa 3 milioni e mezzo di agnelli, strappati poche settimane dopo la nascita alle loro madri, vengono spesso sottoposti a lunghissimi viaggi estenuanti per raggiungere i macelli dove li attende la morte. Nel periodo pasquale in particolare, il carico di lavoro per le catene di montaggio dei macelli è talmente alto che può capitare che si salti il processo di stordimento degli animali, obbligatorio per legge.
In questo modo gli agnelli si rendono conto di tutto quello che accade loro, dai rumori dei macchinari ai lamenti strazianti dei loro simili in fin di vita. Può oggi una tradizione arcaica continuare a perpetuarsi in un annuale sterminio di esseri viventi – creature di Dio direbbe la Chiesa – che nascono ad uso esclusivo dell'essere umano, meri oggetti cui non è riconosciuto alcun benessere, come denunciano spesso i controlli effettuati dalle Forze dell'Ordine?
Fingeremo ancora di non sapere? Fino a quando rimarremo sordi al grido di quelle atroci sofferenze?
Potremmo invece fare un passo avanti nella storia, nella cultura e nella civiltà. Sarebbe un passo d'amore verso la vita in tutte le sue forme. Un'esortazione forte al rispetto di tutti gli esseri viventi che oggi sembra trovare maggiore eco con Papa Francesco il quale, scegliendo il nome del Santo di Assisi, richiama quello spirito francescano di umiltà, povertà, semplicità e di armonia col Creato. Uno spirito di amore universale per tutte le creature, sull'esempio di Francesco.
Nella sua prima omelia in San Pietro, infatti, Francesco ha pronunciato fra l'altro queste importanti parole:
"Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell'altro, dell'ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo!".
L'associazione Lav saluta con speranza le parole pronunciate da Papa Francesco e spera che queste esortazioni possano tradursi in atti concreti, in scelte positive, a partire dalla fine della strage degli agnelli per la prossima Pasqua.
Caro Parroco, diffondiamo dunque questo messaggio d'amore nei prossimi giorni.
Le chiediamo di fare una scelta e di promuoverla presso i suoi parrocchiani, dicendo "No" io non mangerò l'agnello a Pasqua. Le chiediamo di far comprendere loro che non è necessario uccidere un agnello per sentirsi più cristiani, più vicini al Cristo risorto.
Grazie e auguri di Buona Pasqua. Senza crudeltà.
* LAV Lega Anti Vivisezione Reggio Emilia
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