Il Comune vince al Tar: via le Vlt da via Cassoli
Si è chiuso dopo due anni il braccio di ferro legale - tra la giunta comunale e la società Adria Gaming - sulla sala aperta in via Cassoli nel 2013 LOTTA ALL'AZZARDO guarda la mappa
REGGIO EMILIA. A due anni di distanza, il Comune vince la sua battaglia contro la sala giochi Admiral di via Cassoli, gestita dalla Adria Gaming Bolzano Srl. Il Tar di Parma ha infatti respinto - nel processo di merito - il ricorso presentato dalla stessa società contro l’ordinanza del Comune che imponeva alla Admiral di lasciare i locali in via Cassoli, in quanto questa aveva aperto in una zona della città in cui il piano strutturale del Comune, ovvero il principale strumento urbanistico cittadino, non consente l’apertura di sale da gioco.
Nel ricorso, i legali della società che gestiva la sala Vlt avevano quantificato i danni. E il conto - se il Comune fosse uscito sconfitto - sarebbe stato effettivamente salato: 48 milioni di euro. A tanto secondo i legali della sala Vlt ammontavano i danni arrecati alla società bolzanina dai provvedimenti adottati, dal 2013 a oggi, dal Comune.
Ed è su questo punto che si sofferma il sindaco Luca Vecchi nel commentare la sentenza: «Non posso che essere soddisfatto del pronunciamento del Tar di Parma. Una sentenza che conferma come il percorso politico che, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, abbiamo da tempo intrapreso per cercare di arginare l’arrivo di sale giochi e Vlt in città. Piuttosto, occorre riflettere sul fatto che un Comune, per difendere un legittimo interesse, costituzionalmente tutelato come la salute dei cittadini, debba ricorrere alla decisione di un giudice. Che, in astratto avrebbe potuto anche essere contraria. E in quel caso, con la richiesta di risarcimento avanzata dalla controparte, avrebbe fatto rischiare la bancarotta al Comune».
Con l’accenno alle richieste della controparte, il sindaco di Reggio sottolinea ancora una volta che «serve un intervento normativo». Perché se in questo caso le mosse del Comune hanno portato a una vittoria, non sempre potrebbe essere così, con gli enti locali che - in battaglie come queste - si trovano a dover fronteggiare agguerritissimi studi legali.
E di quanto siano agguerrite queste società, è prova anche un altro particolare del contenzioso: nel conto ci sarebbero infatti anche gli affitti del locale che la società ha continuato a pagare anche dopo aver chiuso la sala.
Ma tant’è: alla fine sarà la Adria Gaming a pagare 8mila euro di spese legali. Invero, a leggere le motivazioni della sentenza del Tar, quella del Comune è una vittoria piena. I legali della sala Vlt contestavano al Comune di essersi in qualche modo sostituito alla Stato (che non a caso su questo tema non ha ancora legiferato) mentre i giudici amministrativi sottolineano come «il perseguimento della scelta urbanistica (di vietare l’apertura di quelle sale in certe zone della città, ndr) rappresenta al contrario attuazione del potere riconosciuto al Comune dalla legge regionale 4 del luglio 2013» che «ha l’obiettivo della prevenzione, riduzione del rischio e contrasto alla dipendenza del gioco d’azzardo patologico anche in osservanza delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e quelle della Commissione europea sui rischi del gioco d’azzardo».
Secondo i giudici del Tar di Parma, tuttavia il nodo di tutta la vicenda è la destinazione urbanistica del locale: i giudici sottolineano come il Comune abbia agito «tempestivamente, e comunque prima della fine dei lavori» avvertendo la società che quella sala lì n on poteva stare. Quanto ai danni lamentati, secondo il Tar sono ascrivibili solo alla società ricorrente che doveva informarsi prima presso il Comune.
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