Gazzetta di Reggio

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Salvini: «Questa indagine è una bufala»

di Evaristo Sparvieri
Salvini: «Questa indagine è una bufala»

Il segretario federale del Carroccio attacca la Procura: «A Reggio c’è la ’ndrangheta ma vanno dietro ai panini dei militanti»

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REGGIO EMILIA. «Questa indagine è una bufala». Nessun commissariamento. Nè l’avvio di indagini interne. E, soprattutto, un duro affondo alla magistratura e alla Procura reggiana. Così Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, commenta l’inchiesta che coinvolge 48 militanti ed ex tesserati del Carroccio, al centro delle indagini della Procura di Reggio per appropriazione indebita aggravata relativa a centinaia di rimborsi ottenuti tra il 2009 e il 2012. Contestate spese per circa 250 mila euro tra cene, alberghi e trasferte. Ma, per il segretario del Carroccio, tutto si risolverà in una bolla di sapone.

Salvini, un’inchiesta che coinvolge tutta la Lega in Emilia. Che sia il caso di fare un po’ di pulizia?

«Questa indagine è una bufala su cui ridere. Se non ci fosse una perdita di tempo e di soldi pubblici ci sarebbe davvero da ridere».

Non crede di esagerare? Parliamo di uno sperpero di soldi?

«Ci contestano il fatto che abbiamo usato soldi della Lega per pagare studenti, pensionati e disoccupati che facevano campagna elettorale per la Lega. Spendevano soldi per la benzina o per i panini. L’accusa in pratica è che abbiamo fatto campagna elettorale con i nostri soldi. Arrestateci tutti, allora».

Mancherebbero però parecchie pezze d’appoggio. È segno di una gestione dei soldi quantomeno disinvolta...

«In questa indagine ci sono 48 uomini e donne sotto inchiesta per anni, con una media di cento euro al mese. E si spendono soldi, tempo e denaro pubblico per un’inchiesta di questo genere? Cercano di sputtanare la Lega ma non ci riescono. Ormai la gente ride. È chiaro che si arrampicano sugli specchi».

Sarà, ma non crede sia quanto meno opportuno valutare un commissariamento? O un’indagine interna. Fra gli indagati c’è anche Rainieri, il segretario emiliano.

«Il commissariamento dovrebbe essere fatto alle procure che passano il loro tempo con queste inchieste. A Reggio c’è un problema di ’ndrangheta e di coop, che non andavano certo a panini. Invece inseguono i panini».

Ma, dal punto di vista politico, l’inchiesta è nata da un esposto di Lusetti, chiaro segno di una resa dei conti nel Carroccio emiliano tutt’altro che indolore. E forse è ancora in atto.

«Ma cosa c’entra? Abbiamo ottenuto il massimo risultato storico alle elezioni regionali. Stiamo crescendo. Qualcuno nel corso degli anni ha lasciato, ma siamo in democrazia. Io sono strafelice di come stiamo lavorando in Emilia. Il problema non è la gente che è andata via. Semmai ora ci sono problemi di abbondanza. Speriamo che chiudano in fretta questa indagine e si torni a parlare di cose serie».

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