Da mostra a strumento didattico
Questo il significato dell’allestimento grazie all’audioguida di Odifreddi
REGGIO EMILIA. Il senso della mostra è evidenziato nella prima sala, che ha al centro il manoscritto in volgare del "De prospectiva pingendi" di Piero della Francesca, composto da 110 fogli e numerosi disegni autografi, conservato nella biblioteca Panizzi. Di fronte campeggia il suo ritratto dipinto da Santi di Tito, proveniente dal museo civico di Sansepolcro. L'artista vi è presentato come "picturae, arithmeticae et geometriae amplificator", cioè come artefice del progresso non solo della pittura, ma anche dell'aritmetica e della geometria. Si chiarisce subito, così, il connubio tra arte e matematica nella cultura platonica del Rinascimento. Sul lato opposto si trova il magnifico affresco staccato del "San Ludovico da Tolosa" di Piero, parimenti prestato dal museo di Sansepolcro. Nelle sale seguenti si ammirano capolavori pittorici e grafici di altri grandi maestri del XV e XVI secolo, primo fra tutti Albrecht Dürer, che dimostrò di conoscere e applicare il trattato di Piero, oltre a Leonardo da Vinci, Michelangelo, Lorenzo Ghiberti, Ercole de' Roberti, Domenico Ghirlandaio, Giovanni Bellini, Francesco Di Giorgio, Bernardo Zenale, Antonio Da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi e Amico Aspertini. Ma il nucleo dell'evento è nella raccolta dei preziosi manoscritti delle opere di Piero. Ce ne sono undici, anzitutto le sette copie del "De prospectiva pingendi" concesse in prestito dalle biblioteche Panizzi, Palatina di Parma, Ambrosiana di Milano, Municipale di Bordeaux, British Library di Londra e Bibliothèque Nationale di Parigi. Inoltre sono esposti i due codici dell'"Abaco", conservati a Firenze, il "Libellus de quinque corporibus regularibus" (Città del Vaticano) e il codice "Archimede" (Firenze). La mostra è concepita come uno strumento e una macchina didattica, di cui fruire con l'audioguida di Piergiorgio Odifreddi, il filosofo e divulgatore della matematica che presiede il comitato scientifico, e con l'ausilio degli audiovisivi e dei modelli tridimensionali che riproducono i disegni di Piero.
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