Gazzetta di Reggio

Reggio

Iren, altri 9 milioni ai comuni reggiani

di Enrico Lorenzo Tidona
Iren, altri 9 milioni ai comuni reggiani

Debiti a 2,2 miliardi di euro e fatturato in calo. Ma i dividendi restano invariati. A Reggio cedola da 5,1 milioni di euro

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA  Il caldo ha fatto crollare il consumo di gas e così il fatturato di Iren, che chiude il 2014 con un utile in calo ma dividendi ancora una volta invariati. Una buona notizia per i comuni reggiani soci della multiutility, che ad aprile si vedranno staccare una cedola attorno ai 9 milioni d euro.

La scelta di mantenere i medesimi livelli di remunerazione gli azionisti segue di pari passo le richieste dei sindaci. Iren rappresenta una delle ultime cassaforti per i soci pubblici ancora in grado di assicurare risorse liquide per rimpinguare le casse comunali. Non che le polemiche sulla governance della multiutility quotata a Piazza Affari siano mancate anche in quest’ultimo anno. Anzi. Basta pensare alla buonuscita dorata versata all’ex amministratore delegato Nicola De Sanctis, al quale sono andati 950mila euro e che resterà fino alla fine del 2015 come consulente per l’azienda con un compenso di 400mila euro.

RISORSE FRESCHE. Ad allietare gli animi dei sindaci c’è quindi il dividendo promesso ieri durante la presentazione del bilancio 2014 (0,0523 euro per azione, stabile da due anni). Tradotto in moneta sonante si parla di un cedola da 5,1 milioni per il comune capoluogo Reggio Emilia (stessa dell’anno scorso ma più bassa rispetto agli 8,4 milioni di euro pagati nel 2011). Altri 380mila euro andranno invece al Comune di Scandiano, 100mila a soci più defilati come Bibbiano, ancora meno a Castellarano e la metà Boretto e agli altri che seguono. Tra i soci maggiori c’è Parma, che avrà una cedola da 4 milioni, Piacenza 1 milione mentre a Fsu srl (società partecipata pariteticamente dal comune di Genova e da Torino)andranno in totale circa 22,2 milioni di euro.

NUMERI IN CALO. I risultati dell’esercizio 2014 licenziati ieri dal cda di Iren parlano chiaro. I ricavi sono stati di 2,9 miliardi di euro, in flessione dai 3,3 miliardi del 2013. Il margine operativo lordo (ebitda) risulta, depurato dagli elementi straordinari, di 637,9 milioni di euro (652,3 milioni di euro nel 2013). L'utile netto 2014 è pari a 99,7 milioni di euro (88,6 milioni di euro al 31 dicembre 2013), che cala a 69 milioni per l’effetto della Robin tax, del piano di esodo incentivato e di altre poste minori.

IL NODO DEBITI. L’indebitamento finanziario netto resta alto, pari a 2,2 miliardi di euro, contro i 2,5 miliardi dell’anno passato. «Nel 2014 il gruppo iren ha mantenuto risultati gestionali sostanzialmente stabili pur in presenza di uno scenario macroeconomico e climatico fortemente negativo nel corso dell'anno», dichiara il presidente Francesco Profumo che annuncia nuove assunzioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google