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Rimborsi, la Lega Nord querela i grillini

di Evaristo Sparvieri
Rimborsi, la Lega Nord querela i grillini

Il segretario emiliano Rainieri denuncia Di Battista per diffamazione e annuncia: «Poi ci sarà la resa dei conti con Lusetti»

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REGGIO EMILIA. Dalle aule di tribunale alla polemica politica, per tornare nelle aule di tribunale. Nel pieno dell’inchiesta della Procura di Reggio sui rimborsi, dal Carroccio annunciano l’intenzione di querelare per diffamazione Alessandro Di Battista, deputato e componente del direttorio M5s. E una volta terminata l’indagine, partirà una nuova resa dei conti verso gli ex del partito, in particolare verso chi ha dato il via all’esposto da cui è scaturita l’inchiesta.

Dopo la dura offensiva di Matteo Salvini verso la magistratura, anche il segretario emiliano della Lega, Fabio Rainieri, passa al contrattacco. E sull’inchiesta dei rimborsi che vede indagati 48 attivisti ed ex militanti del Carroccio, annuncia un giro di vite: «Sappiamo tutti da dove arriva questa indagine – afferma in riferimento alle lotte intestine che hanno caratterizzato il recente passato del Carroccio emiliano – chi ha fatto questo esposto si prenderà le sue responsabilità». Nel mirino di Rainieri c’è «chi ha fatto denuncia, Lusetti». Un ex del Carroccio a sua volta indagato proprio al pari dell’attuale segretario emiliano Rainieri. «Commissariare la Lega Emilia? La questione riguarda il periodo in cui era segretario Angelo Alessandri – afferma Rainieri – io come segretario sono estraneo alla gestione di questi soldi. E poi l’accusa non esiste. Non c’è appropriazione indebita. Sono soldi nostri usati nell’ambito della legge delle campagne elettorali. Dire che i camion-vela e le affissioni non sono per la campagna è difficile». Proprio il fatto che le contestazioni della Procura riguardano soldi della Lega è ciò che ha convinto Rainieri a denunciare il deputato M5s Di Battista. Il motivo? Un post su Facebook, che il parlamentare pentastellato ha pubblicato sul proprio profilo corredata di foto, nel quale elenca quelli che definisce i “Numeri della Lega Nord”: un elenco di inchieste, nel quale si cita anche l’indagine sui rimborsi della Procura di Reggio. «Quarantotto leghisti sotto indagine per appropriazione indebita. Centinaia di migliaia di euro contestati – scrive Di Battista – Ovviamente soldi nostri. Hanno governato per anni. Hanno rubato soldi nostri. Hanno scialacquato denari pubblici. Si sono intascati tutti i rimborsi elettorali e finanziamenti all'editoria possibili. Hanno approvato qualsiasi porcata berlusconiana. Non si sono opposti a questa Europa criminale quando stavano al governo. Questa è la Lega Nord. A volte abbiamo bisogno solo di una cosa: un po’ di memoria». Frasi che secondo Fabio Rainieri, segretario emiliano, rappresentano una diffamazione. E, per questo motivo, ha dato incarico al segretario reggiano, Gianluca Vinci, di preparare una querela. La denuncia partirà la prossima settimana. A firmarla, non solo Rainieri, ma anche altri attivisti. «Le dichiarazioni di Di Battista sono inaccettabili», aggiunge Rainieri, al quale la magistratura contesta 3.200 euro. «Ci contestano soldi del tesseramento della Lega e io, come segretario nazionale, dovrei costituirmi parte civile contro me stesso. È una vicenda del 2009 che nessuno aveva interesse a tirare fuori. Oggi si vede che fa comodo. Ma non c’è nulla di penale». Dal Carroccio ribadiscono che le contestazioni riguardano solo già nelle disponibilità della Lega. «Non è vero che non ci sono le pezze nei rimborsi - aggiunge Rainieri - L’unica cosa contestata è che su alcuni scontrini manca un timbro della Lega. Ma non è reato». Quanto all’accusa che lo riguarda in prima persona, «ci sono tutti gli scontrini e le ricevute le ho consegnate tutte».

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