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Si apre il sipario su Piero della Francesca

di Cristina Fabbri
Si apre il sipario su Piero della Francesca

Ieri mattina il vernissage con le autorità. Il sindaco Vecchi: «La mostra sarà un volano per Reggio durante l’Expo»

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REGGIO EMILIA. Ricordatevi bene che Piero della Francesca non è stato solo un pittore. Premessa d'obbligo perché la mostra che vi aspetta a Palazzo Magnani mette in risalto soprattutto il Piero matematico, architetto e disegnatore, quindi esalta lo stretto legame tra la sua arte e gli studi scientifici che ci stanno dietro. Una scelta che i curatori Filippo Camerota, Francesco Di Teodoro e Luigi Grasselli spiegano dicendo che «se dimentichiamo il Piero matematico e studioso di architettura, allora capiamo poco pure del Piero artista. È un’unica persona: troppe volte i libri di storia dell’arte se lo sono dimenticati». Dunque vi aspetta «un evento espositivo e culturale unico nel suo genere»: parola della presidente di Palazzo Magnani, Iris Giglioli. E, proprio per la sua unicità, secondo il sindaco Luca Vecchi, «potrà fungere da volano per Reggio durante Expo attirando, non solo i reggiani, ma anche gente da fuori». Potrebbe essere anche un input per uscire dalla crisi secondo il presidente della Provincia, Giammaria Manghi: «Tutti oggi cerchiamo un rinascimento e questa mostra può essere uno stimolo per trovare una rinascita culturale, economica e sociale». Ecco dunque che nella prima sala vi aspetta il “De Prospectiva pingendi”, riunito nei suoi sette esemplari per la prima volta dopo mezzo millennio. Uno di questi appartiene alla Panizzi dal 1921, ovvero – spiega il direttore della Biblioteca, Giordano Gasparini - «da quando la Biblioteca acquisì il patrimonio di Giovan Battista Venturi». Oltre ai trattati prospettici, nelle altre stanze prendono vita principi geometrici e studi sulla figura umana. Vi attendono un viaggio virtuale nella “città ideale” e giochi ottici. Il tutto arricchito da opere di altri grandi protagonisti della teoria e della pratica del disegno prospettico e architettonico dei secoli XV e XVI. A partire dalle opere di Durer e Michelangelo.

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