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Trovata la prova: il pacifista ucciso era nato a Rivalta

di Adriano Arati
Trovata la prova: il pacifista ucciso era nato a Rivalta

Spunta il certificato di battesimo di Fermo Angioletti Morì nel 1915, la frazione chiede di dedicargli una via

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REGGIO EMILIA. Una strada per Fermo Angioletti, giovanissimo rivaltese ucciso perché contro la guerra. E’ una bella proposta, che ricorda una storia reggiana importante quanto poco nota, quella lanciata dagli organizzatori del cineforum di Rivalta, fra cui spiccano la parrocchia e il circolo Toniolo, che hanno ritrovato anche l’unico documento ufficiale sul ragazzo.

Giovedì sera si è tenuto l’ultimo incontro di una rassegna dedicata alla prima guerra mondiale, e i promotori hanno voluto dargli un taglio speciale, incentrandolo sulla figura di Fermo Angioletti. Nato a Rivalta, venne ucciso il 25 febbraio 1915 a 18 anni in piazza della Vittoria assieme al coetaneo Mario Baricchi. Erano due braccianti, scesi in piazza per protestare contro la guerra.

Quel giorno era infatti in città Cesare Battisti per una manifestazione a favore dell’intervento italiano nel conflitto, e molti giovani decisero di mostrare il loro dissenso. La reazione delle forze dell’ordine fu durissima, con pallottole ad altezza uomo, che uccisero Fermo e Mario. Una vicenda finita nell’ombra, e a oggi non esiste una sola foto delle due vittime. Nel 2012, grazie al progetto “Gli Occhi Di” di Istoreco, se ne torna a parlare, e il 28 febbraio scorso sono state inaugurate due pietre d’inciampo a fianco del teatro Ariosto, volute da Comune, Istoreco, Cgil e Scuola di pace per ricordare i due giovani. La cerimonia, con la presenza del sindaco Luca Vecchi, ha avuto molto risalto e ha messo in moto i rivaltesi che organizzano il cineforum.

In particolare il parroco don Luigi Giansoldati, che si è messo a cercare con cura nell’archivio parrocchiale, e dopo un lungo lavoro è riuscito a trovare il certificato di nascita redatto il 24 luglio 1897 dal curato don Giuseppe Ferretti. È la prima traccia ufficiale ritrovata dei due giovani braccianti.

Giovedì sera, al teatro Corso di Rivatla, il documento è stato consegnato a uno dei discendenti di Angioletti, Giovanni Visignoli, e ora arriva una nuova proposta, intitolare una via a Rivalta proprio a Fermo.

La lanciano i promotori del cineforum e delle rassegne di incontri storici rivaltesi, che vogliono così valorizzare a dovere una figura piuttosto trascurata, omaggiata ufficialmente solo poche settimane fa con la posa delle pietre d’inciampo.

Dopo un consulto nel gruppo, si è deciso di lanciare la richiesta all’amministrazione comunale, perché la prossima via da creare nella frazione porti proprio il nome di quel coraggioso e sfortunato cittadino. Un bel frutto per questi mesi di proiezioni e di discussioni sulla grande guerra, che toccò con forza anche Reggio, come le pietre per Mario e Fermo ricordano bene.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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