Alfonso Chiessi stroncato da infarto nella notte
Il vice presidente di Acer aveva 68 anni. Esponente cattolico del Pd, ha dedicato la sua vita all'impegno verso gli ultimi, Lunedì pomeriggio i funerali a Fazzano di Correggio
REGGIO EMILIA. E’ morto nella notte, nella sua casa di via Cattini, a Fazzano, stroncato da un infarto. Alfonso Chiessi, vice presidente dell’Acer, aveva 68 anni. In poche ore la notizia della sua morte si è diffusa, da Correggio, dove viveva da sempre fino a Reggio dove in tanti hanno conosciuto e apprezzato il politico e l’amministratore.
A darne notizia è Marco Corradi, presidente di Acer: «E’ con profondo dolore che Acer comunica la morte del suo vice presidente, Alfonso Chiessi, amministratore competente e appassionato, punto di riferimento ineguagliabile per il Cda, i dirigenti e i dipendenti».
«In politica - ricorda il suo amico don Daniele Simonazzi - è sempre stato schietto». Esponente prima della democrazia cristiana, aveva poi aderito al Pd in quota a quella componente cattolico-democratica in cui si riconoscono sia Delrio sia Castagnetti. «E anche con loro - ricorda don Daniele - aveva un rapporto molto schietto, amava dire quel che pensava anche quando poteva risultare scomodo».
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Una qualità, questa, che gli riconosce anche il vice sindaco di Reggio, Matteo Sassi: «Alfonso conosceva bene i quartieri popolari della città perché li frequentava, parlava coi cittadini esprimendo i propri convincimenti senza concedere nulla alla fame di consenso che caratterizza spesso gli amministratori. Alfonso era un uomo sincero che non sapeva mentire né celare i propri disappunti nel corso delle riunioni».
E tutto perché Chiessi credeva in quel che faceva: «Come vice presidente di Acer - ricorda ancora don Simonazzi - ideò le feste del vicinato, diffondendo ciò in cui credeva di più ovvero il valore dell’uomo, la sua centralità».
Commosso anche il ricordo del vice sindaco di Reggio, esponente di Sel e quindi politicamente distante dai valori di riferimento di Chiessi: «era un uomo di parte, cristiano e cattolico osservante. Ma nel suo essere consapevolmente di parte ha sempre servito le istituzioni con intelligenza, fedeltà democratica e cura della cosa pubblica. Con questo spirito ha animato per lunghi anni le feste dei vicini in tutti i comuni della provincia. Credeva nell'uomo, nella sua bontà e nei valori di giustizia e solidarietà. Le comunità di Reggio e Correggio perdono un uomo appassionato, un amministratore onesto e un volontario impegnato nel sociale e fiero di aiutare le persone, al di là di ogni appartenenza nazionale o religiosa».
Anche questa propensione all’accoglienza viene confermata dal parroco di Pratofontana: «Con la moglie - ricorda don Daniele Simonazzi - aveva aperto la sua casa agli ultimi, e in più di una occasione aveva aiutato, anche dando ospitalità, le ragazze che venivano tolte dalla strada. Lui e la Rita hanno cresciuto una famiglia splendida, sempre attenta agli ultimi».
Sempre nella sua Correggio, Chiessi si era battuto per creare il progetto Vita, ovvero una forma di sostegno da parte del Comune per le donne che - in particolari situazioni di criticità economica - rischiavano di abortire.
Anche il sottosegretario alla presidenza della Regione, l’ex sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi, ricorda Chiessi con grande affetto: «Un impegno, il suo, mosso sempre da passione, disinteresse e attenzione verso le classi meno privilegiate». Alfonso Chiessi lascia la moglie Rita e i figli Marco e Monica. I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio alle 14,15 partendo dall’abitazione per la Chiesa di San Pietro all’Espansione Sud.
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