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mafia e antimafia

Claudio Fava a Mattarella: "Presidente, destituisca il sindaco di Brescello"

Claudio Fava a Mattarella: "Presidente, destituisca il sindaco di Brescello"

Grande Aracri, dalle minacce di morte al primo cittadino di Lamezia Terme alla "vicinanza" con Coffrini

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REGGIO EMILIA. "Mentre il sindaco di Brescello,  Marcello Coffrini, è ancora al proprio posto dopo aver pubblicamente lodato il reggente locale della 'ndrangheta Francesco Grande Aracri, il sindaco di Lamezia Gianni Speranza apprende in questi giorni che Nicolino Grande Aracri, capo della cosca di Cutro e fratello di Francesco, intendeva ucciderlo ("..una botta in testa e finisce ammazzato"). Fino a quando in Italia si tollererà che un sindaco amico di un mafioso resti in carica, nessuno si stupisca se quegli stessi mafiosi minacciano di morte un altro sindaco colpevole di fare correttamente il proprio lavoro".

Lo dice Claudio Fava, vicepresidente della Commissione antimafia dopo aver appreso i risultati delle indagini dei Ros sulla famiglia Grande Aracri e il loro ruolo criminale egemone dalla Calabria all'Emilia.

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"Per mesi abbiamo aspettato inutilmente che, con un gesto di decenza, il sindaco Coffrini si dimettesse. Quel gesto non è arrivato. Arriva invece la notizia che la famiglia Grande Aracri, lodata irresponsabilmente  a Brescello, intendeva uccidere a Lamezia. Chiedo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - conclude la nota del vicepresidente Fava - di utilizzare le proprie prerogative valutando l'opportunità di rimuovere immediatamente il sindaco Coffrini dalla sua funzione. Sarebbe un gesto utile a garantire i tanti sindaci in prima linea nella lotta contro le mafie: quei sindaci, come Gianni Speranza, che alla famiglia Grande Aracri in Calabria hanno sbattuto sempre la porta in faccia rischiando la pelle, mentre il suo collega di Brescello ne tesseva, con sconsiderata impudenza, le pubbliche lodi".

Per meglio inquadrare la vicenda:

Infografica: le frasi incriminate del sindaco di Brescello

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